Intervista a Gianluca Puricelli, Senior Portfolio Manager Azionario Globale ANIMA Sgr

La Borsa di Tokyo ha toccato il massimo storico degli ultimi trenta anni dopo l’annuncio delle dimissioni del premier giapponese Yoshihide Suga. Come interpretate questa reazione?
Il Primo Ministro (PM) Suga ha improvvisamente annunciato lo scorso 3 settembre che non si sarebbe candidato alla rielezione per le Presidenziali del Partito Liberal Democratico (LDP), che si terrà il prossimo 29 settembre. Pertanto, il suo mandato terminerà a fine mese.
La risposta dei mercati finanziari ha spinto lo yen al ribasso, i tassi al rialzo e l’indice giapponese sugli attuali massimi livelli storici. Gli investitori si aspettano che queste dimissioni portino, oltre che un positivo messaggio di stabilità, importanti novità politiche ed economiche, contromisure più efficaci contro il COVID e una ripresa delle politiche riformatrici.
Inoltre, le dimissioni di un PM con un bassissimo indice di gradimento riduce il rischio di una grave sconfitta per l’LDP nelle prossime elezioni della Camera Bassa (previste per metà o fine ottobre).
In sintesi, gli investitori confidano nel fatto che i pretendenti alla Presidenza dell’LDP sappiano avanzare un programma economico che non faccia perno solo sull’easing monetario o sulle politiche fiscali espansive, ma che si concentri sulle riforme (che sono poi anche guida ai trend di investimento per il prossimo futuro) di digitalizzazione del paese, mercato del lavoro e delle pensioni, liberalizzazione delle tariffe nel settore trasporti, realismo sull’esecuzione del piano energetico nazionale e transizione alla green economy.
Quali sono i fattori che hanno supportato il recupero delle quotazioni azionarie nipponiche negli ultimi anni e quali trend individuate per il futuro?
Tra i principali fattori a supporto del mercato giapponese – indipendentemente dalle aspettative politiche – possiamo evidenziare:
1 ) la sottovalutazione rispetto agli altri mercati sviluppati e la sua natura Value, che potrebbe permettere di beneficiare dell’atteso rialzo generale dei tassi di interesse.
2) Il posizionamento degli investitori è fortemente sottopesato.
3) La crescita degli utili attesi appare solida; i bilanci delle società giapponesi abbondano di cash, potenzialmente da convertire in investimenti e buyback.
4) Nell’area Asia Pacifico, il Giappone appare prossimo alla riapertura e a un approcciare un “modello europeo” sulle strategie di gestione del Covid (vaccini, terapie, green pass).
5) Il mercato ha specificità uniche in alcuni segmenti in crescita, come quello della componentistica per la produzione di semiconduttori, componentistica per automazione della produzione industriale, sviluppo tecnologia 5G e digitalizzazione – datacenter, veicoli elettrici ed a guida autonoma.
6) L’approccio della BOJ resterà dovish e l’allargamento del differenziale dei tassi US-JP porterà ad un ulteriore indebolimento dello yen.
7) Gli attuali candidati vogliono una politica fiscale espansiva e sostanzialmente redistributiva, un messaggio positivo per il recupero dei consumi interni.

