Domenico Clerico, un’azienda fondata su innovazione, passione e continua ricerca dell’eccellenza, per creare vini unici, frutto di un lavoro certosino in vigna e in cantina e di un legame profondo con Monforte d’Alba.
La storia della cantina Domenico Clerico, un grande nome del Barolo in Italia e nel mondo, coincide con la storia di un uomo che ha rivoluzionato il concetto della viticoltura nelle Langhe, animato dalla ricerca incessante della massima qualità e dal desiderio di sperimentare per raggiungere l’eccellenza che da sempre caratterizza i suoi vini.
Fin dal 1976, quando Domenico Clerico prese in mano l’azienda di famiglia a Monforte d’Alba – partendo da soli tre ettari di vigneto – e decise di scommettere su un territorio ancora poco conosciuto, convinto che attraverso un lavoro meticoloso in vigna e un’attenta vinificazione si potessero ottenere risultati straordinari. Un impegno lungo e costante, contrassegnato da grande passione e competenza: così Clerico è riuscito a scrivere la storia del Barolo, affermandosi come uno dei più importanti produttori a livello mondiale.
Ma la sua cantina non è solo Barolo: con l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del territorio di Langa, Clerico è stato un precursore nello studio del Nebbiolo, della Barbera D’Alba e del Dolcetto, il vino da cui ha iniziato a costruire il suo sogno.
LA FILOSOFIA
“Il mio obiettivo come vignaiolo deve essere solo quello di mettere in luce le potenzialità della nostra terra. Qui ogni vigna ha un suo carattere particolare, voglio esprimerlo al meglio nei miei vini” sottolineava Domenico Clerico.
LA VITICOLTURA RIVOLUZIONARIA DI DOMENICO CLERICO
Domenico Clerico appartiene a quella generazione che, a partire dalla fine degli anni Settanta, ha saputo credere in un sogno, quello di una viticoltura innovativa fondata sulla ricerca della massima qualità, in grado di far scoprire le potenzialità inespresse di un territorio e di cambiare il modo di interpretare il più famoso vino rosso piemontese.
L’unione delle forze con altri vignaioli ispirati dagli stessi principi e il coraggio di guardare all’estero cogliendo dalla Francia l’innovazione del diradamento in vigna e l’utilizzo delle barrique in cantina, daranno vita ad un Barolo basato sulla ricerca della concentrazione del corpo e del frutto.
Questo Barolo “moderno” s’impose come nuovo modello di riferimento sui mercati internazionali, Stati Uniti in primis. Inevitabile fu però la contrapposizione con gli storici nomi di Langa (la celebre diatriba tra “modernisti” e “tradizionalisti”) che fece a lungo discutere. «La differenza fra modernisti e tradizionalisti non esiste più. E se penso a botte piccola o botte grande, penso che il legno è lo strumento che ciascun produttore utilizza per fare un grande vino, seguendo la propria interpretazione personale», diceva Domenico Clerico.
L’azienda oggi conta 21 ettari vitati, per un totale di 110.000 bottiglie prodotte ogni anno e coltiva unicamente i tre vitigni piemontesi per eccellenza, Dolcetto, Barbera e Nebbiolo, esportando in oltre 40 paesi del mondo.
IL TERRITORIO
L’azienda Domenico Clerico si trova a Monforte d’Alba, nelle Langhe, nel Comune più a sud degli undici nei quali si produce il Barolo DOCG, in una zona ormai famosa nel mondo per i suoi vini pregiati che si ricavano da 1.600 ettari coltivati a Nebbiolo, per una produzione totale che supera abbondantemente i 10 milioni di bottiglie.
“La vite unisce il cielo alla terra e nel suo frutto vivono sangue, luce e amore”: in queste parole di Domenico Clerico è racchiuso il legame indissolubile dei suoi vini con la terra da cui nascono.
Oggi, i vigneti si estendono su alcune delle migliori zone del Barolo di Monforte d’Alba e di Serralunga d’Alba. Situati ad un’altitudine che varia tra i 200 e i 450 metri sul livello del mare, ogni appezzamento ha un suolo particolare che forgia la ricchezza e le caratteristiche del vino a cui dà vita.
L’origine sedimentaria e marina delle colline di Langa ha generato un terroir molto caratteristico dominato dalle Marne di Sant’Agata fossili e da formazioni di Lequio. La ricchezza dei suoli e le caratteristiche microclimatiche ottimali contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione di vini dalle qualità eccezionali.
Il Vino
Il Langhe Rosso, la cui prima annata risale al 1981, fu un vino importante per Domenico Clerico, tra i primi ad invecchiare in un contenitore nuovo per la Langa di quei tempi, la barrique. Ben presto divenne uno dei vini più conosciuti e ricercati di quegli anni, un vero e proprio ambasciatore del territorio.
Il progetto Arte legato a questo vino, a base di Nebbiolo e Barbera, consente alla cantina di sperimentare, ricordando sempre però da dove Domenico Clerico era partito: e cioè dal Piemonte degli anni ’70, in cui il Nebbiolo, era ancora solo per pochissimi eletti e cercava il suo spazio e nuovi modi per farsi conoscere. Arte Langhe Rosso DOC – Edizione Limitata affina per 18 mesi in fusti di Rovere. L’annata attualmente in vendita è la 2018.
LA CANTINA
La cantina è il luogo della riscoperta e della conservazione delle pratiche enologiche tramandate dal suo fondatore. “Bisogna sempre guardare avanti, perché quello che è di ieri è già vecchio” amava sottolineare Domenico Clerico.
Il progetto della sede attuale dell’azienda, firmato dall’architetto Marco Gini, ha trasformato la cantina in una moderna ed elegante struttura di grande impatto visivo. Un progetto concreto e contemporaneo, fortemente voluto da Domenico Clerico e realizzato nel 2006 per vinificare in impianti rinnovati, utilizzando soluzioni tecnologiche (sgranellatrici per la diraspatura e selezione delle uve, impianti di umidificazione per creare condizioni stabili e ideali per la maturazione del vino in legno in barricaia e bottaia) che valorizzino la qualità della materia prima e assicurino un processo di vinificazione ineccepibile.

