Le Macchiole, è una delle prime aziende vinicole nate a Bolgheri, sulla Costa degli Etruschi, circa 100 chilometri a sud di Firenze e a soli 5 chilometri dal mare.

Nel 1983, Eugenio Campolmi e sua moglie Cinzia Merli decidono di scommettere sul loro sogno, abbandonando l’attività di commercianti per acquistare pochi ettari di terreno in una zona all’epoca nota esclusivamente per il mare e la produzione ortofrutticola.

L’idea è semplice ma risoluta: partire dal vigneto, investire tutto sulla ricerca e sulla sperimentazione, piantando anche varietà allora poco usate a Bolgheri.

“Ricordo ancora la prima volta che ho visitato la proprietà – racconta Cinzia oggi proprietaria dell’azienda insieme ai suoi due figli Elia e Mattia, oramai entrambi pienamente inseriti nei meccanismi decisionali aziendali – una meravigliosa distesa di grano e olivi. I vigneti al tempo erano pochi, così come le aziende vitivinicole. Eugenio ed io siamo partiti con mezzi quasi inesistenti, dando forma a un progetto che ancor oggi è in divenire.”.

La filosofia aziendale è di interpretare il territorio attraverso la purezza del mono varietale, rendendo Bolgheri e i suoi vitigni i veri protagonisti di ogni vendemmia.

È da questa scelta che, nel 1994, nascono Messorio (100% Merlot) e Scrio (100% Syrah) e nel 2001 Paleo Rosso si trasforma in 100% Cabernet Franc.

Oggi i quasi 30 ettari di vigneti dell’azienda hanno densità variabili, dai 5000 ai 10.000 ceppi per ettaro e la viticoltura è condotta seguendo i principi della coltivazione biologica.

L’attenzione per i particolari si traduce così nella cura di ogni dettaglio. Alla raccolta manuale in vendemmia segue la doppia selezione dei grappoli e dei singoli acini eseguita al tavolo di cernita, dove lavorano ben 10 persone.

Le varietà simbolo sono il Merlot, il Syrah e il Cabernet Franc. Quest’ultimo è il vitigno base del progetto che è stato l’indiscusso protagonista di una vera e propria rivoluzione enologica bolgherese: il Paleo Rosso.

LE MACCHIOLE OGGI

L’azienda si estende su appena 30 ettari ma, grazie all’impegno di tutta la squadra, è oggi una realtà strutturata, dove ognuno ha un ruolo e lavora per raggiungere un obiettivo comune.

Oggi Le Macchiole esporta in 60 Paesi e il mercato più importante, l’Italia, assorbe il 30% della produzione. Un impegno notevole se si pensa che complessivamente la cantina produce circa 200.000 bottiglie, ma necessario per soddisfare le richieste di tutti gli appassionati. Primo Paese per l’export è la Svizzera, seguita da Giappone, Stati Uniti e Germania.

I vini prodotti da Le Macchiole sono: Paleo Bianco, Bolgheri Rosso, Paleo Rosso, Scrio e Messorio.

“Raccontare come nascono le etichette Le Macchiole è sempre difficile – spiega Cinzia – perché è come descrivere i propri sentimenti più profondi. Sono infatti le emozioni quelle che ci guidano nel momento in cui un vino prende forma: tanti gli assaggi che si fanno, tanti i momenti di discussione, tante le autocritiche… momenti importanti perché fanno parte della nostra vita professionale ma anche, e soprattutto, personale. Perché gli aspetti fondamentali per chi lavora a Le Macchiole sono la condivisione e la partecipazione.

Quando ci troviamo tutti insieme davanti alle vasche e ai tagli da degustare siamo pronti a metterci in gioco, ad esternare i nostri pensieri, a confrontarci, a volte in modo anche deciso, su dove vogliamo arrivare e sui risultati da ottenere. Credo sia questo il passaggio chiave nella produzione dei nostri vini: è il vino a dover parlare. A noi spetta solo il compito di amplificare la sua voce”.

www.lemacchiole.it