L’azionario americano continua la sua ascesa con performance che sembrano dare poco peso all’aumento dell’inflazione e al rallentamento del Pil dello scorso trimestre. Quali sono le prospettive a medio termine di Wall Street? Lo abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio.
Il 2021 è stato molto positivo per i corsi azionari a stelle e strisce grazie al forte aumento degli utili e ai bassi tassi d’interesse sia nominali sia reali. Gli esperti prevedono una crescita robusta dell’economia nel 2022 intorno al 3-4%.
Con il tempo infatti, l’attività economica continuerà a normalizzarsi, superando le nuove varianti del Covid, le interruzioni della catena di approvvigionamento e le pressioni inflazionistiche. I colli di bottiglia verranno progressivamente meno grazie alla buona ricostituzione delle scorte. Inoltre, i tassi di risparmio sono ancora elevati e la ripresa del mercato del lavoro (aumento dei posti di lavoro e accelerazione dei salari) dovrebbe fare ripartire i consumi nei prossimi trimestri, alimentando la crescita.
Malgrado il timore del rialzo dei tassi da parte della Fed, con la possibile accelerazione della stretta della Banca centrale statunitense, è opinione comune che i buoni fondamentali delle società vincano su tutto.
In questa fase di mercato connotata da incertezze quali sono dunque le scelte premianti in ottica di asset allocation sul fronte azionario US? Secondo la maggior parte dei gestori intervistati, i titoli value in questo momento offrono un potenziale di ritorno particolarmente interessante, poiché traggono vantaggio da uno scenario leggermente inflattivo, rispetto ai titoli growth, le cui valutazioni oggi sono ai massimi di sempre.
A livello settoriale sono appetibili il settore tecnologico, sanitario (in particolare la biotecnologia ma anche attrezzature e forniture sanitarie), semiconduttori, energia, industriali (con investimenti in automazione e intelligenza artificiale), materiali e beni di consumo primari e secondari.
In termini di capitalizzazione di mercato le esposizioni maggiori sono su titoli di società americane più piccole (small cap) poiché hanno iniziato a ottenere performance migliori beneficiando della riapertura dell’economia, dell’aumento degli investimenti delle imprese e di una fiducia dei consumatori sempre elevata.
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