La crescita degli utili aziendali sarà ancora il motore centrale della performance. E’ fondamentale scegliere bene le aziende. Inchiesta di Fondi&Sicav

 

In questa difficile fase di mercato le società a bassa capitalizzazione europee (small cap) hanno sottoperformato in termini relativi e assoluti a causa dell’aumento dei timori di recessione.

Le tensioni geopolitiche hanno generato una forte incertezza sui mercati, esacerbando l’inflazione, con l’aumento in particolare del costo delle materie prime e dell’energia.

Per far fronte all’inflazione imperante le banche centrali hanno aumentato i tassi di interesse. La manovra ha inciso pesantemente sulle valutazioni delle società più piccole, dato che il costo del debito è generalmente più elevato rispetto a quelle a maggior capitalizzazione (large cap).

Le strategie e le scelte degli asset manager intervistati, in questa delicata fase, si sono concentrate sul miglioramento della qualità del portafoglio. Focus quindi su società con fondamentali e bilanci solidi e dai margini elevati.

Quali sono le prospettive del comparto per i prossimi anni?

Le small cap inizieranno a registrare performance positive quando la visibilità sul ciclo dei tassi sarà maggiore. Ovvero quando inflazione e tassi a lungo termine si stabilizzeranno. A questo punto torneranno a essere più attraenti poiché il mercato ha già scontato un forte rallentamento della crescita economica.

Solitamente le società più piccole tendono a fare particolarmente bene verso la fine di un periodo di recessione, anticipando una ripresa.

Una risoluzione rapida della guerra sarebbe un buon segnale per la ripresa delle performance.

Generalmente, per guardare con fiducia al comparto è necessario un orientamento di lungo termine, che richieda la risoluzione dei problemi domestici dell’Europa.

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