I commenti a cura degli esperti di Dws, State Street Global Advisor e GlobaX sul rialzo dei tassi della Fed di 50 punti base
Christian Scherrmann, economista statunitense di Dws
Come previsto, la Fed ha aumentato i tassi di riferimento di 50 punti base, facendo un passo indietro rispetto ai rialzi di 75 punti base in un momento in cui l’inflazione mostra i primi segni di raffreddamento. Ma molto probabilmente non è stata questa la motivazione principale della svolta dei banchieri centrali. Il ritardo con cui la politica monetaria ha un impatto sull’economia è stato probabilmente la ragione principale per fare abbassare il rialzo nell’ultima riunione del 2022. Di solito si ritiene che i rialzi dei tassi necessitino di un massimo di quattro trimestri per mostrare pienamente il loro impatto sull’economia. Pertanto, l’aumento odierno dei tassi d’interesse mira a esercitare la sua influenza alla fine del 2023, quando l’inflazione dovrebbe essere in linea o vicina a un percorso sostenuto verso l’obiettivo della banca centrale del 2%.
Questa svolta si riflette anche nell’aggiornamento della Sintesi delle Proiezioni Economiche. I membri del FOMC indicano la volontà di alzare i tassi nel 2023 in misura ancora maggiore rispetto a quanto già indicato nella riunione di settembre, al 5,1% dal 4,6%, e sembrano ora disposti a pagare un prezzo più alto per contenere l’inflazione. La crescita nel 2023 è stata declassata allo 0,5% (4° trimestre/ 4° trimestre) dall’1,2% delle proiezioni della Fed di settembre. Ciò non implica necessariamente una recessione ma, a seconda del percorso che l’economia intraprenderà, la recessione potrebbe essere in agguato data la previsione di una crescita così bassa.
Anche in questo caso, i banchieri centrali mantengono la loro fiducia nella tenuta del mercato del lavoro, come suggerisce un aumento relativamente contenuto del tasso di disoccupazione previsto per il 2023 – al 4,6% dal 4,4%. La normalizzazione della politica monetaria è indicata solo dal 2024 in poi. Ma si prevede che avvenga in modo molto graduale, poiché i membri del FOMC intendono ridurre i tassi al 4,1% nel 2024 e al 3,1% nel 2025, quando l’inflazione dovrebbe finalmente convergere verso l’obiettivo della Fed.
Durante la conferenza stampa il presidente della Fed Powell ha ribadito che i mercati del lavoro sono molto rigidi, come noi riteniamo, e che l’offerta e la domanda di lavoro sono sbilanciate e ha ripetuto il mantra che i tassi sono destinati a rimanere più alti ancora a lungo. I suoi commenti suggeriscono che la Fed non è ancora convinta che l’inflazione sia su un sentiero di discesa duraturo. Complessivamente, e contrariamente alle speranze di molti osservatori, Jay Powell non ha aperto spazi di dovishness e sembra valorizzare le dolorose lezioni apprese dalla Fed negli anni Settanta e Ottanta. Non c’è da stupirsi che la reazione iniziale dei mercati non sia entusiasmante.
Elliot Hentov, head of macro policy research, State Street Global Advisors
I numeri dell’inflazione possono anche scendere, ma i mercati stanno rendendo la vita difficile alla Fed allentando le condizioni finanziarie “troppo e troppo presto”. L’S&P 500 è salito di quasi il 10% dalla precedente riunione della Fed. Questo costringe la banca centrale statunitense a stare a metà strada tra riconoscere il trend di inflazione al ribasso e segnalare che la politica monetaria dovrà rimanere rigida più a lungo. Ma questo messaggio non ha ancora risonanza sui mercati, che ritengono che qualsiasi debolezza economica farà scendere nuovamente e rapidamente i tassi.
Jon Maier, CIO di Global X
“La Fed è arrivata tardi all’appuntamento con l’inflazione, anche se questa settimana abbiamo ricevuto buone notizie su questo fronte, segno che alcune delle azioni della banca centrale stanno avendo effetto. Sebbene non ci aspettiamo un cambio di rotta della Fed nel 2023, prevediamo che i tassi aumenteranno a un ritmo più lento,” dichiara Jon Maier, CIO di Global X. “Ciò è in linea con le nostre previsioni per l’anno prossimo, che richiamano l’importanza di un approccio bilanciato: orientarsi in senso difensivo visti i rischi di breve termine, concentrandosi sulla qualità, e allo stesso tempo esporsi alle opportunità di crescita tematiche.”

