A spingere l’inflazione Usa sono state soprattutto le dinamiche salariali, che si sono mosse con modalità simili a quelle viste negli anni ’70, con una continua rincorsa tra salari e prezzi. Ciò ha determinato soprattutto un forte rialzo del costo dei servizi, il settore maggiormente coinvolto nell’aumento del costo della manodopera. Tutto ciò dovrebbe fare sì che l’elemento centrale dell’economia Usa, vale a dire i consumi, resti forte e che la prevista recessione non sia così pesante come molti temono. «Sebbene la maggior parte dei principali indicatori evidenzi un rischio estremamente elevato di recessione, altri ci dicono che questo fenomeno non sta per accadere», commenta un analista. Inoltre, a parte che nell’immobiliare, sembra che per il momento non abbia inciso granché l’incremento degli oneri finanziari. In questo contesto, la Fed è intervenuta con grande forza proprio per cercare di spezzare sul nascere la temutissima rincorsa tra salari e prezzi
Il 2022 degli Stati Uniti è stato un anno pieno di contraddizioni che hanno portato a uno scenario di difficile lettura per i 12 mesi appena iniziati e di ancora più incerta interpretazione sul medio periodo. Sostanzialmente, il recente passato è stato dominato dall’azione della Federal Reserve, che ha attuato la stretta monetaria più intensa dall’era Volcker.
Giusto o sbagliato che sia l’approccio di Powell e compagni, un simile atteggiamento draconiano ha trovato un suo fondamento logico nel fatto che anche l’incremento del costo della vita è stato il peggiore dai primi anni ‘80.
L’America si presenta, però, ancora una volta come una realtà dalle caratteristiche eccezionali, che sfuggono alla comune logica dei cicli macro-economici alla quale risponde il resto del Mondo (Cina a parte forse). L’inflazione europea, infatti, in grandissima parte è stata generata da una serie di shock esogeni sul costo degli input produttivi, di cui ovviamente l’invasione dell’Ucraina ha rappresentato il capitolo più nero. Dall’altra parte, il variegato insieme dei mercati emergenti ha visto per la prima volta nella storia un aumento dei prezzi inferiore rispetto alle economie avanzate. In buona percentuale, il fenomeno è stato dovuto all’andamento estremamente anemico di un Far East azzoppato dalle chiusure cinesi.

