A colloquio con Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden & Rygel Italia

 

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Antonella Manganelli

Il livello più elevato di obbligazioni con rating BB negli indici high yield oggi rispetto, ad esempio, alla crisi finanziaria globale (“GFC”) fa sicuramente pensare a un livello atteso di insolvenze complessive più basso per l’asset class oggi rispetto ad allora.

Le prospettive di insolvenza complessiva sono peggiorate, in particolare per le obbligazioni con rating B e CCC; eppure, vi sono alcuni fattori attenuanti, che a nostro avviso meritano di essere presi in considerazione.

L’incertezza macroeconomica si è già tradotta in una minore crescita degli utili e un rallentamento dell’economia catalizzerebbe senz’altro questo processo.

Inoltre, l’inasprimento delle condizioni finanziarie da parte delle banche centrali ha scoraggiato le aziende dal rifinanziare il debito esistente, avvicinando il muro delle scadenze. Anche la crisi bancaria in corso potrebbe contribuire a ridurre la liquidità del sistema. Infine, lo scenario tecnico è cambiato sostanzialmente, con l’eliminazione degli acquisti di titoli da parte delle banche centrali.

Allo stesso tempo, il peggioramento dei fondamentali inizia da un punto di partenza molto solido, come dimostrano i livelli di copertura degli interessi e di leva finanziaria ancora buoni. Per questo motivo ci aspettiamo un aumento dei tassi di insolvenza man mano che ci avviamo verso l’ultima fase del ciclo. Ma non prevediamo che detti tassi raggiungano i livelli del 10-15% registrati durante la crisi finanziaria globale.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

Riteniamo che le valutazioni odierne dell’high yield nel complesso siano “eque“. Per questo motivo, nelle strategie multi-settore manteniamo una posizione relativamente neutrale nei confronti di questo comparto. Riteniamo che la dispersione tra rendimenti aumenterà nei prossimi mesi. Quindi la selezione dei titoli rimarrà fondamentale e, con essa, un dimensionamento prudente delle posizioni.

Su base regionale, nel 2022 avevamo un forte orientamento verso gli Stati Uniti rispetto all’Europa; ora abbiamo lavorato per ridurre progressivamente questo divario. Continuiamo a preferire le obbligazioni a più breve scadenza, per sfruttare al meglio l’attuale forma della curva. In termini di settori, i nostri sovrappesi si concentrano sulle emissioni non corporate, ma anche sui media e sul food&beverage, mentre manteniamo un sottopeso generale sui titoli ciclici, sugli energetici e sulle utilities.