Se le condizioni economiche peggioreranno, gli emittenti europei dovrebbero reggere meglio di quelli Usa. Intervista a Maud Bert, head of High Yield di Ofi Invest AM

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

Il mercato delle obbligazioni high yield europeo da molto tempo presenta una qualità dei titoli scambiati superiore al corrispettivo statunitense, grazie alla presenza di un maggior numero di società con rating BB e di un minor numero di CCC. Sebbene, negli ultimi anni, siano stati osservati alcuni cosiddetti “fallen angel”, soprattutto a causa della crisi innescata dalla pandemia di Covid-19, ad oggi la quota di BB sul mercato sembrerebbe essersi stabilizzata su percentuali molto elevate.

Questo consentirebbe al mercato europeo di dover affrontare molti meno default, in proporzione, rispetto al suo omologo americano qualora si dovesse entrare in recessione.

Nell’attuale scenario, in cui le condizioni di accesso ai finanziamenti sono diventate molto più stringenti in tempi molto rapidi e con la maggior parte degli esperti che prevede un peggioramento delle condizioni economiche, riteniamo che il tasso dei default in Europa crescerà, arrivando a un valore annuo compreso tra il 3% e il 4%; tuttavia, riteniamo anche che il mercato conosca bene i nomi delle realtà più a rischio e che questo renda le possibilità di un contagio molto ridotte.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

I rendimenti corrisposti oggi permettono di essere estremamente selettivi sui titoli da inserire nel proprio portafoglio di investimenti. In un simile scenario, noi di Ofi Invest AM prediligiamo quei nomi che, all’interno del segmento degli alti rendimenti, presentano comunque i rating più elevati. Riteniamo che questa strategia sia particolarmente valida nell’automotive, in quanto le imprese attive in questo settore presentano un profilo rischio-rendimenti molto attrattivo se si considera che la grave crisi che il comparto ha dovuto affrontare lo scorso anno si è gradualmente affievolita grazie a una maggiore disponibilità di componenti.

Tuttavia, a nostro avviso ci sono sacche di opportunità anche in mercati più difensivi, come l’immobiliare, nonostante abbia risentito del repentino incremento dei tassi d’interesse. Infine, la nostra posizione rimane favorevole verso quei settori considerati anticiclici, come i servizi di manutenzione e le telecomunicazioni. Infine, per quanto riguarda le duration, riteniamo che la scelta migliore sia allinearsi a quella espressa dal mercato, dato che le banche centrali dovrebbero a breve raggiungere il picco dei tassi.