La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio se questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione.

Negli ultimi anni, la qualità delle obbligazioni classificate come “high yield” si è innalzata diventando meno rischiosa dal punto di vista del rischio di insolvenza rispetto al passato. La classe di attivo ha raggiunto un livello di resilienza e affidabilità superiore in caso di recessione, grazie anche ai solidi fondamentali delle società e all’accesso a varie fonti di finanziamento.

Tuttavia, le obbligazioni high yield americane sono lontane dal raggiungere la qualità di quelle europee. Negli Stati Uniti, i tassi di interesse elevati, l’inflazione, il rallentamento della crescita economica e l’inasprimento delle condizioni di insolvenza provocheranno un aumento delle insolvenze.

I gestori intervistati non hanno dubbi: all’interno del comparto bond, e in particolare per i bond high yield, la componente europea rimane più interessante di quella statunitense, dove oggi il rating BB rappresenta il 68% contro il 49% del mercato high yield americano.

Considerando i livelli di rendimento offerti dagli high yield Bond, quali sono dunque le duration e i settori da privilegiare all’interno dei portafogli?

L’attenzione di alcuni gestori si concentra su società con rating BB con elevati flussi di cassa e meno esposte alla recessione, come nel settore delle telecomunicazioni, farmaceutico e delle utility. Altri prediligono settori come airlines e leisure, in fase di upgrade per il miglioramento dei fondamentali dopo la crisi del Covid. Vengono evitati invece i crediti a forte leva finanziaria e quelli profondamente ciclici.

In termini di duration, la tendenza è quella di concentrarsi principalmente sulle obbligazioni a 5-7 anni, dato che la parte breve delle curve è oggi quella a maggior valore.

Ma la dispersione tra rendimenti aumenterà nei prossimi mesi. Quindi la selezione dei titoli rimarrà fondamentale e, con essa, un dimensionamento prudente delle posizioni.

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