“Un problema di interesse” è il titolo dell’outlook 2024 di Hsbc Asset Management (Hsbc Am) presentato lo scorso 24 gennaio, alla presenza di Joseph Little, global chief strategist
L’incertezza su quale sarà l’evoluzione del contesto economico e finanziario nell’anno in corso è l’elemento che, secondo l’asset manager, connoterà il 2024. Le stringenti condizioni monetarie e creditizie hanno creato “un problema di interesse” per le economie globali e per i mercati degli investimenti, aumentando il rischio di una crescita sotto l’attuale consenso. Gli aumenti dei tassi d’interesse, sostiene Hsbc Am, sono serviti a contrastare l’inflazione, ma le ripercussioni sul tessuto economico non si sono ancora completamente materializzate: ancora un terzo delle misure adottate deve ancora sortire il proprio effetto. Ciò significa che si è dinnanzi a un potenziale bivio, sia per le imprese, sia per i mercati finanziari, con dinamiche che si presentano differenti nelle diverse aree geografiche.
Il consenso è per un soft landing, ma…
Se il consenso di mercato è per un atterraggio morbido dell’economia, Hsbc Am assume un tono più cauto, soprattutto perché vede la politica fiscale non più così espansiva, come in precedenza, a sostegno dei consumi e delle imprese. La politica monetaria è molto restrittiva e le banche centrali continueranno a ridurre i propri bilanci. Inoltre, per fare sì che un soft landing sia possibile, l’asset manager ritiene che si dovrebbe assistere a una repentina inversione delle politiche monetarie, cosa che non sembra così probabile, soprattutto alla luce dei commenti delle diverse istituzioni centrali. Hsbc Am pensa che la disinflazione potrebbe generare un aumento della disoccupazione, mentre l’esaurimento dei risparmi delle famiglie potrebbe tradursi in un minore sostegno all’economia. Inoltre, le condizioni del mercato del credito potrebbero pesare sui costi di finanziamento delle imprese. Sono tutti elementi che fanno pensare alla possibilità di una recessione nel 2024, per quanto contenuta nell’intensità, ma che potrebbe avere degli effetti più consistenti sul livello di redditività delle società. Per tali ragioni, Hsbc Am ritiene che si debbano seguire con molta attenzione le evoluzioni degli utili aziendali e il mercato del lavoro.
Un nuovo paradigma per i mercati
In un contesto di una crescita più debole e una discesa dell’inflazione che potrebbe raggiungere il 3% nel 2024, con rendimenti obbligazionari intorno al 4%, sta emergendo un nuovo paradigma dei mercati che Hsbc Am vede caratterizzato da tre fattori. Il primo è un mondo multipolare, dove l’ordine globale è sempre più frammentato. Il secondo riguarda la politica fiscale che, in un’epoca di populismo, rischia di essere guidata da priorità politiche, mentre le preoccupazioni ambientali si fanno più acute e, le disuguaglianze aumentano. Il terzo è costituito da misure per affrontare la transizione energetica e la decarbonizzazione.
Che cosa attendersi
Sulla base di queste considerazioni, la view centrale dell’asset manager è di uno scenario economico con un elevato rischio di rallentamento e utili aziendali contenuti. La Fed è attesa attuare il suo primo taglio dei tassi nel secondo trimestre del 2024 e continuerà a ridurli più di quanto i mercati si aspettino nel corso dell’anno. La Bce, di solito, segue la Banca centrale americana, ma il contesto economico più debole potrebbe anticiparne il pivot. La Cina, nonostante il periodo delicato che sta attraversando, è stimata crescere circa al 4,5% nel 2024, anche se si ritiene che la ripresa economica abbia bisogno di essere sostenuta. In Giappone, invece, la BoJ è attesa abbandonare la politica di controllo della curva dei rendimenti e le politiche monetarie non convenzionali, sempre verso la metà del 2024.
Come posizionarsi per i mercati
Date queste premesse, Hsbc Am esprime una preferenza per le obbligazioni rispetto alle azioni, adottando un atteggiamento difensivo che punta alla qualità e alla selezione sia nell’ambito dell’equity, sia in quello del credito. Man mano che il ciclo rallenta e l’inflazione scende, le obbligazioni, in particolare quelle governative (Us, Uk e Em in valuta locale) e il credito Ig di qualità presentano delle opportunità. View positiva anche sul credito cartolarizzato. Negativa, invece, è la posizione sulle emissioni Hy, ad eccezione di quelle asiatiche. In ambito azionario, la casa ritiene che ci sia ancora spazio perché il mercato giapponese si apprezzi, mentre esprime cautela sui titoli azionari americani, vista l’elevata attesa di crescita degli utili che incorporarono e i multipli di mercato tirati rispetto ai titoli di stato. Le azioni europee trattano a valutazioni più interessanti e, di conseguenza, l’eventuale downside si presenta come più limitato. La complessità dei mercati emergenti e le tendenze idiosincratiche portano a essere molto selettivi, sempre alla ricerca della qualità e della visibilità degli utili aziendali. Anche se la storia non sempre si ripete, il ciclo di allentamento dei tassi della Fed dovrebbe sostenere la performance di queste piazze finanziarie. Visto che le attese sono per un taglio dei tassi della Fed nella seconda parte dell’anno, è opportuno seguire da vicino le borse emergenti. Nello specifico, viene considerata interessante l’India e, nel medio termine anche la Cina, dove, nonostante la disaffezione egli investitori, si intravede valore nel mercato. È stata espressa positività anche verso i mercati di frontiera.

