Il ribasso dei tassi favorirà le piccole società perché larga parte di esse ha emesso debito a tasso variabile. A colloquio con Teresa Gioffreda, Investment Strategist di UBS Am

Negli ultimi anni, le small cap Usa non hanno tenuto il passo delle large cap. Credete che in futuro possano materializzarsi condizioni più favorevoli al segmento dei titoli a bassa capitalizzazione?

Riteniamo che nel 2024 gli investitori alla ricerca di crescita e agilità nei loro portafogli potrebbero scoprire che le azioni a bassa capitalizzazione statunitensi offrono una strada interessante per beneficiare delle dinamiche uniche dell’attuale contesto.

Ci aspettiamo un’inversione del ciclo di sottoperformance, che è iniziato a dicembre 2016 e dura ormai da sette anni (il più lungo dal 1926) e del posizionamento degli investitori, che attualmente hanno un’esposizione di poco meno del 4% rispetto alla media storica attorno al 7.5%.

Inoltre, la politica monetaria della Fed, che dovrebbe diventare più accomodante, potrebbe avvantaggiare maggiormente le società a bassa capitalizzazione rispetto alle loro omologhe più grandi, poiché quasi la metà del debito detenuto dalle società del Russell 2000 è a tasso variabile, contro circa un decimo per le società large cap. Inoltre, storicamente, le azioni small cap hanno realizzato in media il 26,6% nei 12 mesi successivi al primo taglio dei tassi, sovraperformando le loro controparti large cap dell’11%.

A questi fattori, si aggiunge l’accelerazione dell’attività di M&A: il 2023 ha visto un aumento di queste operazioni sulle small cap come un indicatore che anticipa la fiducia nel mercato e sicuramente un catalizzatore per l’aumento delle valutazioni, che al momento sono particolarmente interessanti secondo diverse metriche. Infine, positivo dovrebbe essere anche l’anno delle elezioni presidenziali statunitensi: spesso le piccole imprese, con il loro focus domestico e la loro agilità, possono beneficiare delle politiche economiche e degli stimoli attuati durante il ciclo elettorale e, secondo i dati storici dal 1928, negli anni elettorali le small cap hanno avuto un rendimento medio del 15,2%, rispetto alla media dell’11,1% per le large cap.

Teresa Gioffreda
In quali settori dell’economia Usa ritenete si possano individuare le migliori opportunità per investire nelle small cap?

Preferiamo concentrarci sulle opportunità di crescita di lungo termine. Riteniamo che le società small cap growth abbiano una grande capacità di beneficiare dei temi e delle tendenze di crescita secolari e innovativi, tra questi: i progressi scientifici nel trattamento del cancro e delle malattie rare; le offerte basate sul cloud sviluppate delle aziende tecnologiche, che forniscono maggiore agilità e resilienza ai clienti di fascia media; la migrazione della spesa pubblicitaria online, dalla TV tradizionale e dalla stampa; la trasformazione digitale del B2B e B2C, che cambia il modo in cui i consumatori e le imprese conducono il commercio; i trend di efficienza energetica e l’Intelligenza artificiale, che abilita nuovi business case, offerte di prodotti e opportunità di miglioramento dei margini.