Le aziende esposte a livello globale offrono maggiore stabilità nella generazione di utili. A colloquio con Fabio Di Giansante, head of large-cap european equity, Amundi

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?
Riteniamo che sia rischioso prendere una decisione di asset allocation semplicemente guardando al divario nelle valutazioni tra Europa e Stati Uniti. Sebbene sia effettivamente a livelli piuttosto estremi, vorremmo mettere in guardia dal formulare ipotesi di massima. Dopo anni di politica monetaria accomodante, è stato semplice per gli investitori agire con il “pilota automatico”. Oggi non è più così. Il nostro approccio consiste sempre nel concentrarsi sui fondamentali delle aziende piuttosto che cercare di prevedere la prossima mossa sul fronte macroeconomico. Con la forte dispersione delle valutazioni a livello regionale, ma anche a livello settoriale, riteniamo che questo contesto possa essere un interessante terreno di gioco per una selezione attiva delle azioni. In Europa, preferiamo concentrarci su società diversificate a livello globale che sono esposte a molti dei temi strutturali validi anche per alcuni operatori statunitensi, ma che offrono un potenziale di rialzo più interessante.
In generale, le aziende esposte a livello globale offrono una maggiore stabilità nella generazione di utili, data la diversificazione alla base delle loro attività. Per noi questo è un fattore importante, visto il ritmo disomogeneo della ripresa economica a livello mondiale.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?
Il nostro processo d’investimento si concentra sempre sulle singole società, piuttosto che su un approccio top down su aree specifiche. Investiamo in società che riteniamo vincenti a livello strutturale nei rispettivi settori. Ciò tende a condurci verso società globali con brand forti e attraenti. Sebbene quest’ultime tendano ad appartenere ad alcuni settori più ciclici, come quello dei consumi, abbiamo osservato che le società di elevata qualità sono riuscite a superare con successo il difficile contesto macroeconomico.
Gli utili si sono dimostrati generalmente resilienti e i prezzi delle azioni hanno premiato queste società che sono state in grado di generare buoni risultati. Un’altra area di interesse è rappresentata dalle società esposte a temi di crescita strutturale come l’elettrificazione e l’intelligenza artificiale. Nonostante ci siano ottime aziende in questo ambito, dobbiamo prestare attenzione alle valutazioni, poiché alcune di queste società sono già cresciute molto. Cercheremo di approfittare delle fasi di volatilità del mercato di breve termine per aumentare l’esposizione a queste società quando offrono valutazioni più convenienti in termini assoluti.

