La presenza di titoli con multipli particolarmente depressi rende questi listini interessanti. A colloquio con Simone Ragazzi, portfolio manager di Algebris Investments

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

La relativa sottovalutazione dei multipli in Europa è da ricercarsi nella diversa velocità della crescita europea rispetto a quella americana, ma anche nelle diverse politiche monetarie, nella divergenza nella crescita degli utili e nella differente composizione settoriale dei due mercati, ove gli unicorni americani hanno registrato un forte rally con una conseguente forte espansione dei multipli.

Crediamo che tale differenza sia del tutto giustificata ma questo possa aprire le porte per numerose opportunità di investimento nel vecchio continente per investitori pazienti nel lungo termine.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?

In generale, crediamo che lo sconto delle piccole e medie capitalizzazioni sia diventato eccessivo e andando verso uno scenario di taglio tassi, queste aziende possano tornare a essere nuovamente interessanti.

In termini di geografie, guardiamo con attenzione a Italia, Germania e Francia, secondo noi le aree geografiche che offrono migliori opportunità di crescita futura se comparate con multipli particolarmente depressi.