Intervista a Marco Poli, Relationship Manager di Genève Invest

 

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

 

Marco Poli

Il mercato azionario dell’Area Euro è stato per lungo tempo sottovalutato rispetto a quello statunitense. Ma ora il gap si è decisamente assottigliato, principalmente grazie alla performance dei cosiddetti Granolas (GSK, Roche, ASML, Nestlé, Novartis, Novo Nordisk, L’Oréal, LVMH, AstraZeneca, SAP e Sanofi).

Guardando alle valutazioni, i titoli Granolas scambiano a 31 volte gli utili previsti per i prossimi 12 mesi mentre i Magnifici sette poco oltre 34.

A livello di fondamentali, i Granolas vantano alti margini di profitto, ampia liquidità e bassa leva finanziaria, il che li avvantaggia in un contesto di tassi di interesse elevati, per i minori oneri di rifinanziamento del debito. Inoltre, il sottoinsieme Granolas è in media più piccolo ma anche più diversificato rispetto ai Magnifici 7. In ultimo, i dividendi. Questa cerchia ristretta di titoli vanta anche dividendi relativamente elevati (2,3%), superiori a quelli dei Magnifici 7 (0,3%) e dell’S&P 500 (1,5%).

Ciò detto, riteniamo che i titoli Granolas possano rappresentare una valida alternativa ai Magnifici sette e che verosimilmente possano anche colmare il gap valutativo con le controparti USA.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?

Quando si parla di mercati azionari europei, diversi Paesi si distinguono per le notevoli opportunità di investimento che sono in grado di offrire.

La Borsa di Francoforte (FSE) ad esempio si compone di importanti colossi del settore manifatturiero, automobilistico e finanziario che potrebbero beneficiare di un taglio dei tassi previsto per metà 2024. Il SIX (Swiss Exchange di Zurigo) è conosciuto per le società quality che lo compongono.

Vi sono quotate infatti società come Nestlé, Novartis e Roche. I settori finanziario, alimentare e farmaceutico attraggono gli investitori in cerca di stabilità e flussi di cassa. L’Euronext Amsterdam, incluso nel gruppo Euronext, comprende società come ASML, Royal Dutch Shell e ING Group. Le aziende innovative e la solida economia del mercato olandese lo rendono invece interessante per gli investitori più propensi al rischio.

In assoluto, però, i Paesi che hanno un P/E più basso e che quindi risultano maggiormente sottovalutati sono Italia, Spagna e Portogallo. Essi potrebbero offrire ottime opportunità in considerazione del fatto che hanno un rapporto tra prezzo e utili inferiore alla media storica e al mercato globale ma è bene ricordare che sono anche gli indici più volatili.