La spinta all’innovazione nel mercato europeo si concentra nel segmento delle società a bassa capitalizzazione. Hywel Franklin, head of european equities di Mirabaud Am

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

L’attuale divario tra le valutazioni relative europee rispetto a quelle statunitensi è davvero significativo rispetto al passato. Molti sostengono che il motivo sia da ascrivere alle eccezionali opportunità di cui gode il settore tecnologico statunitense. Tuttavia, riteniamo che si tratti solo di una faccia della stessa medaglia.

Se si paragona la situazione attuale con il passato, l’Europa non ha perso molto terreno rispetto agli Stati Uniti e non presenta prospettive peggiori rispetto a quando si temeva che l’economia dell’Eurozona sarebbe crollata a causa delle difficoltà economiche di Grecia, Irlanda e Spagna. Di certo in Europa non manca l’innovazione necessaria per far progredire l’economia.

Vediamo molta innovazione in Europa. In particolare, la maggiore innovazione proviene dalle società più piccole; molte di queste, all’interno della loro nicchia, possiedono tecnologie di eccellente qualità e presentano ottime opportunità di crescita. Inoltre, le small cap europee hanno appena affrontato quella relativa underperformance tipica dei periodi di recessione, per poi tornare a crescere. Quindi riteniamo che l’Europa presenti concrete opportunità, ma in aree diverse da quelle a cui sta prestando attenzione la maggior parte degli investitori.

Hywel Franklin
L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?

La questione non è tanto scegliere il Paese più interessante ma avere un approccio più selettivo alle aziende di piccole dimensioni che sono l’area più interessante a cui guardare.

Riteniamo vi siano ottime compagnie, a valutazioni davvero interessanti, che combinano crescita, valore e qualità e queste sono presenti in diverse nazioni e in diversi settori.

Ne consegue che non si tratta di una scelta così semplice come quella di un ETF, ma per cogliere le diverse opportunità è necessaria una selezione specifica dei titoli.