A colloquio con Pierluigi Lonero, Fundamental Equity Fund Manager di DPAM

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?
Concordiamo sul fatto che il mercato europeo offra grandi opportunità, come evidenziato dal profondo sconto rispetto agli Stati Uniti.

Sebbene le metriche statunitensi siano fortemente influenzate dalle grandi aziende tecnologiche e dalle società leader nel settore dell’intelligenza artificiale, riteniamo che il mercato non riesca ad apprezzare alcune gemme nascoste all’interno della regione europea e il fatto che l’Europa stia uscendo rafforzata dalla crisi energetica, che i tassi siano molto probabilmente ai massimi e che le pressioni sulla catena di approvvigionamento e sull’inflazione si attenuino lentamente nel corso del 2024.
L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?
Continuiamo a credere nelle “società di alta qualità”, ossia quelle che, pur avendo sede in Europa, sono leader globali in mercati interessanti. Le società del settore del lusso, come LVMH, Moncler e Ferrari, o quelle dei semiconduttori tendono a offrire una crescita superiore o una qualità più elevata rispetto ai concorrenti statunitensi, e sono ancora valutate in modo interessante.
Riteniamo inoltre che l’accelerazione dell‘Intelligenza Artificiale (IA) possa vedere alcuni vincitori al di fuori del settore dell’Information Technology, in quanto forniscono componenti critici per l’aggiornamento dell’infrastruttura digitale per il funzionamento dell’IA, oppure società in grado di integrare l’IA per offrire prodotti o servizi di qualità superiore alla loro base di clienti.
Inoltre, gli investimenti nelle energie rinnovabili continueranno a ritmo incessante, per cui riteniamo che il settore della produzione di cavi sia ben posizionato, i cavi ad alta tensione, infatti, sono fondamentali per la modernizzazione della rete necessaria a integrare le fonti di energia rinnovabili. Nell’ambito dei titoli finanziari, apprezziamo particolarmente il settore bancario italiano, con una struttura di mercato migliorata e con i campioni locali come Mediobanca, Intesa e Unicredit che emergono come società strutturalmente migliori rispetto al passato.
Dal punto di vista ciclico ci piace il settore auto, che potrebbe sorprendere il mercato con vendite e utili più forti del previsto, con Pirelli che è un vincitore non apprezzato nella transizione verso gli EV, grazie all’importanza dei pneumatici nel risolvere la “range anxiety” dei veicoli elettrici.

