A colloquio con Bettina Baur, Senior Portfolio Manager Swiss and Global Equities di UBP (Union Bancaire Privée)

 

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

 

Bettina Baur

Spesso, un buon indicatore della performance relativa attesa a lungo termine è il profilo e il potenziale di creazione di valore a lungo termine di una regione o di un Paese, così come di un settore o di una singola società, misurato in base allo spread tra il Cash Flow Return on Investment (CFROI®, fonte: Credit Suisse HOLT) e il rispettivo costo del capitale.

Lo spread CFROI® dell’Eurozona è sempre stato storicamente inferiore a quello degli Stati Uniti. E non è mai tornato ai livelli raggiunti prima della crisi finanziaria globale (GFC) del 2008.

Lo spread CFROI® degli Stati Uniti, invece, è costantemente migliorato dalla crisi finanziaria. Ed è ora tornato ai livelli precedenti al 2008, ampliando così il divario con l’Eurozona.

Non ci sorprende quindi che i mercati azionari con i più alti livelli di creazione di valore – Stati Uniti e Svizzera – abbiano sovraperformato tutti gli altri principali mercati azionari nel lungo periodo.

Il profilo di creazione di valore superiore di questi due mercati spiega anche il loro premio di valutazione rispetto all’azionario dell’Eurozona.

La differenza tra i profili di creazione di valore dei titoli azionari degli Stati Uniti e dell’Eurozona, nonché l’evoluzione di tale divario, può essere spiegata in parte dalla diversa composizione settoriale dei due mercati azionari: il mercato statunitense ha un’esposizione storicamente più elevata e ancora in crescita a settori con spread CFROI® elevati e stabili o addirittura in aumento, come la sanità e l’IT.

L’azionario dell’Eurozona, invece, è esposto maggiormente a settori noti per i livelli di CFROI® più ciclici, come i titoli finanziari, gli industriali e i beni di consumo discrezionali. Tuttavia, le disparità in termini di creazione di valore delle singole società dello stesso settore possono essere significative, motivo per cui per noi resta fondamentale analizzare i fondamentali delle singole società piuttosto che guardare a settori o paesi.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?

Nel 2023 le performance dei principali indici azionari europei e i tassi di crescita degli utili sono stati in gran parte guidati da un numero ristretto di megacap, così come il mercato azionario statunitense è stato dominato dai “Magnifici 7”.

Ancora una volta, ad accomunare la maggior parte di queste società di entrambi i mercati è una storia di spread CFROI® elevati e stabili, uniti a una crescita costante e a ricavi generati principalmente all’estero. Pertanto, piuttosto che guardare agli indici dei singoli Paesi, preferiamo muoverci nell’eterogeneo quadro macro dell’Eurozona con una selezione attiva di società con alti livelli di creazione del valore.