Leggero incremento della duration sul reddito fisso governativo e risposizionamento sull’equity in scia all’aumento della volatilità. L’outlook di Allianz Global Investors per il secondo semestre dell’anno

Stiamo assistendo a un grande processo di ribilanciamento dell’economia, post pandemia, con degli squilibri che non sono ancora stati completamente riassorbiti. Con questo incipit Enzo Corsello, country head Italia di Allianz Global Investors (AllianzGI), ha aperto l’outlook di metà anno per la stampa lo scorso 10 luglio.

Economia resiliente

Secondo Corsello l’economia mondiale, in particolare quella americana, ha mostrato una tenuta superiore alle aspettative, nonostante le misure draconiane adottate dalle banche centrali che non hanno avuto neppure impatti sul mercato del lavoro. Le attese dell’asset manager sono per un soft landing dell’attività economica, benché riscontri che i mercati stiano prezzando uno scenario decisamente più ottimista (“Goldilocks”) con l’inflazione in discesa verso il 2%. Per questa ragione, rimarca sempre il country head, le code della distribuzione di possibili accadimenti sono diventate più spesse: da un lato, c’è il rischio che l’economia, in particolare negli Usa, rallenti più del previsto, dall’altro, che si rafforzi e l’inflazione non compia l’ulteriore declino verso il target che le banche centrali si sono date. L’asset manager ritiene che, complessivamente, l’inflazione sia destinata a stabilizzarsi su livelli più elevati rispetto al ciclo precedente. In tale contesto, AllianzGI si attende che la Fed tagli due volte i policy rate quest’anno e la Bce proceda nell’analoga direzione, dopo avere già ridotto a giugno. Anche la Bank of England dovrebbe ridurre i tassi il prossimo agosto.

In attesa dei tagli

I primi sei mesi del 2024, ha inoltre ricordato Massimiliano Maxia, senior fixed income specialist del gruppo, sono stati caratterizzati da un continuo rinvio del taglio dei policy rate rispetto a quanto gli operatori non prevedessero nella seconda metà del 2023. La continua attesa, sempre secondo Maxia, ha condizionato l’asset class del reddito fisso determinandone i corsi negativi, ad eccezione degli strumenti del mercato monetario (con rendimenti attesi intorno al 2% per la seconda metà del 2024) e delle obbligazioni societarie Hy. Queste ultime, in particolare, hanno attratto interesse per il rendimento implicito offerto e per la loro correlazione positiva con le azioni.

Secondo AllianzGI, che aveva in precedenza consigliato di detenere emissioni con duration breve (massimo tre anni) per beneficiare degli elevati rendimenti e della minore volatilità, il rinvio dei tagli da parte delle istituzioni centrali sta creando una finestra temporale per investire nel reddito fisso. In termini di allocazione, è stato così suggerito di allungare la duration intorno ai cinque anni, privilegiando i titoli governativi, e di aumentarla nel caso il rallentamento economico fosse più marcato. In merito alle obbligazioni corporate, l’asset manager rimane costruttivo, con una preferenza per le emissioni Ig.

Elementi di rischio e opportunità

Tuttavia, come ha sottolineato Enzo Corsello, rimangono elementi di rischio a livello macro e di natura politica e geopolitica, cui si aggiungono dei rischi tecnici: la volatilità è estremamente compressa (12% quella implicita e 5% quella realizzata per il Vix), e c’è la possibilità di un assottigliamento della domanda per le emissioni del Tesoro americano.

A fronte di un possibile ritorno della volatilità, la raccomandazione è quella di riposizionarsi sul mercato. Nello specifico, si ritiene che vi sia ancora spazio per un apprezzamento dei corsi dell’azionario, ma in modo selettivo. A livello di aree geografiche, le preferenze vanno per gli Stati Uniti e il Giappone. I primi stanno mostrando il loro vantaggio tecnologico rispetto al Vecchio continente, più vulnerabile per la sua dipendenza energetica e le cui aziende hanno un Ebit margin vicino ai picchi. Ciò nonostante, le piccole capitalizzazioni europee trattano a livelli decisamente interessanti e possono diventare un’opportunità da cogliere anche pensando alle prossime riduzioni dei tassi d’interesse, di cui beneficerebbero essendo in linea di massima società con un livello di debito elevato. In Europa viene guardata con interesse la piazza UK, che ha sofferto un lungo de-rating soprattutto dopo la Brexit e presenta al suo interno player globali in ambito finanziario, dell’industria estrattiva e di settori difensivi che trattano a sconto. Per quanto riguarda i mercati emergenti, l’asset manager consiglia di considerare tatticamente la Cina, viste le basse valutazioni. A livello di temi d’investimento, è stata rimarcata ancora la centralità dell’intelligenza artificiale.