Tenuta San Leonardo è stata fondata nel 1724, più di mille anni fa era un monastero, da tre secoli è la residenza dei Marchesi Guerrieri Gonzaga, un giardino di vigne e rose tra le montagne trentine.
La tenuta oggi conta su 300 ettari, di cui 30 di vigneti a bacca rossa a conduzione biologica. Le viti dedicate ai vini bianchi contano 15 ettari.
Negli anni, ha ottenuto un grande miglioramento grazie al marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, dopo anni di sperimentazione e la consulenza di grandi agronomi ed enologi.
«Avevo assaggiato i migliori vini al mondo e provato emozione e meraviglia di fronte alle loro incredibili qualità. Sognavo di creare un vino che potesse esprimere un’eleganza di quel livello». Carlo Guerrieri Gonzaga
Nasce così il San Leonardo, un vino profondamente innovativo per quel tempo e che da allora si è posizionato ai vertici delle classifiche del vino italiano e internazionale.
Definito “il più bordolese dei vini italiani“, il San Leonardo è sicuramente uno dei vini rossi più cult per i wine lover e in costante ascesa, da decenni.
METODO CLASSICO
«Per lo spumante – spiega Anselmo Guerrieri Gonzaga, figlio di Carlo – abbiamo creato una società assieme alla famiglia Togn, ben distinta da San Leonardo, che si chiama Marchesi Guerrieri Gonzaga Srl. Da poche migliaia di bottiglie siamo arrivati in poco tempo a quota 70mila all’anno, siamo molto soddisfatti sia del prodotto sia della risposta del mercato e l’idea è quella di crescere ancora e arrivare a quota 100mila bottiglie, per un fatturato che si collocherà intorno a 1,5 milioni di euro».
Due gli spumanti prodotti: il Trentodoc Cuvée Pietra
un Blanc de Blanc millesimato Brut che affina per 36 mesi in bottiglia e altri sei mesi dopo la sboccatura;
il Trentodoc Riserva Privata, sempre 100% Chardonnay ma che sui lieviti permane per ben sessanta mesi.
Nel 2025 vedrà la luce la terza etichetta, il Trentodoc Cento, un Metodo Classico rilasciato dopo 100 mesi sui lieviti e che avrà una tiratura estremamente limitata.

