“Assumere il rischio con cautela” è il titolo dell’outlook di Invesco che racchiude in sé il messaggio chiave che l’asset manager vuole dare per il prossimo anno

UNO SCENARIO COSTRUTTIVO

Nel 2024 gli asset finanziari hanno offerto performance positive, in particolare quelli più legati al ciclo. Ciò significa che una parte delle notizie positive che dovrebbero accompagnare i corsi finanziari nei prossimi mesi sono in parte già state scontate. Il contesto che il Global Market Strategy Office ha tracciato per l’anno a venire è costruttivo grazie a una serie di fattori: la recessione è stata evitata, la crescita continuerà nel 2025 e le presidenziali americane si sono concluse. Sono queste le tre ragioni di fondo argomentate da Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research, Global Thought Leadership, per essere ottimisti riguardo al prossimo anno. Secondo Jackson, i mercati hanno solitamente un andamento positivo dopo le elezioni in Usa e il primo anno in cui la Fed allenta la politica monetaria (ovviamente in assenza di recessione). La discesa dell’inflazione permetterà ulteriori tagli dei tassi (tra 100 e 150 da qui alla fine dl 2025) in direzione della “neutralità” e ciò accelererà l’economia. Ed è proprio in questa fase che gli asset più ciclici tendono a offrire ritorni più interessanti.

ATTENZIONE ALLE VALUTAZIONI

Tuttavia, per quanto Invesco si attenda un 2025 positivo per i mercati finanziari, i rendimenti previsti sono inferiori a quelli di un anno fa a causa del forte aumento dei prezzi di alcuni asset. Secondo Jackson, inoltre, si è assistito a una forte concentrazione tra le azioni globali, in particolare negli Usa, e questo è un fenomeno che tende a non durare nel tempo. Se si raffrontano le performance dei primi 10 titoli nell’arco degli ultimi 50 anni, ricorda il Global Head of Asset Allocation Research, si può notare la diversità dei singoli componenti. Ed è questa la ragione per cui, nella situazione attuali, sarebbe opportuno o sottopesare gli Stat Uniti od optare per un’esposizione a un indice equipesato. La vittoria di Donald Trump alle recenti elezioni presidenziali ha dato nuovo impulso alle azioni americane, presumibilmente in previsione di una combinazione di tagli alle tasse, riduzione della regolamentazione e protezionismo. Tuttavia, Jackson vede una serie di rischi in questa analisi poiché non c’è una diretta connessione tra taglio delle aliquote fiscali e rendimento dei mercati. In aggiunta, una riduzione della pressione fiscale non finanziata porterebbe a un peggioramento dei conti pubblici che potrebbe causare un rialzo dei rendimenti obbligazionari visto il già elevato livello di deficit su Pil (6,5%). Infine, il protezionismo potrebbe aumentare l’inflazione, ridurre la crescita e rendere le aziende statunitensi meno efficienti. L’esperto di Invesco si aspetta che i mercati azionari non statunitensi registrino una performance migliore di quella del mercato Usa e vede un valore particolare nella Cina.

L’ATTRATTIVITÀ DELLA CINA

La forte attenzione prestata alle valutazioni dei titoli azionari porta Invesco a considerare il mercato cinese attrattivo: “Le recenti iniziative politiche in Cina ci insegnano che la crescita economica continuerà a superare quella dell’Occidente e siamo ottimisti sul fatto che i titoli azionari cinesi sovraperformeranno, visto il loro basso costo”, rimarca Jackson. Inoltre, ricorda che, nonostante ci sia un’idea generalizzata che il Dragone stia economicamente soffrendo, dal 2019 a oggi la crescita cumulata cinese, anche in termini pro capite, è superiore a quella americana.

NEUTRALI SULLA DURATION

Per quanto riguarda l’asset class obbligazionaria, le attese sono che il differenziale tra i policy rate i rendimenti del decennale americano si stabilizzi a un livello più elevato che in passato. In assenza di recessione, Jackson vede un limitato margine per un forte calo dei rendimenti dei titoli di stato a lungo termine nel corso del prossimo anno e si aspetta che la maggior parte delle curve dei rendimenti si inasprisca. Per tale ragione, l’esposizione alla duration è neutrale. Tra gli asset a breve scadenza, Jackson preferisce i prestiti bancari alla liquidità perché offrono il migliore potenziale di rischio-rendimento. Per quanto riguarda lo spazio investment grade, prevede i migliori rendimenti nel Regno Unito e nei mercati emergenti. Il credito high yield dovrebbe fare relativamente bene grazie all’accelerazione delle economie, ma gli spread sono già stretti.

BENE LE MATERIE PRIME INDUSTRIALI

Jackson crede che il dollaro Usa si indebolirà man mano che i tassi della Fed diminuiranno e le conseguenze del nuovo assetto economico degli Stati Uniti diventeranno chiare. A suo avviso, ciò potrebbe favorire ulteriormente le materie prime industriali che, secondo le sue previsioni, beneficeranno dell’accelerazione economica. Dubita che questi fattori siano sufficienti per aiutare l’oro, che secondo Jackson è molto caro. L’allentamento delle politiche monetarie della Fed e l’indebolimento del dollaro potrebbero favorire gli asset dei mercati emergenti. L’esperto ritiene che le valutazioni dei mercati emergenti siano relativamente interessanti e prevede rendimenti superiori alla media nella maggior parte delle categorie di attivi.

IL RISCHIO CHE IL “TRUMP TRADE” DIVENTI UN “TRUSS TRADE”

Nello scenario delineato, Jackson intravede anche alcuni rischi che gli investitori dovrebbero tenere presente. Ad esempio, il necessario risanamento dei conti pubblici in molti Paesi potrebbe frenare la crescita e l’economia globale potrebbe essere troppo fragile per affrontare una potenziale guerra commerciale. Inoltre, l’inflazione potrebbe aumentare prima del previsto con l’accelerazione delle economie. Il peggioramento di una posizione fiscale già estrema negli Stati Uniti potrebbe spingere i rendimenti del Tesoro ancora più in alto e indebolire il dollaro, soprattutto se l’indipendenza della Fed venisse messa in discussione.

Questo equilibrio di venti di coda e venti contrari induce l’esperto di Invesco ad assumere il rischio con cautela per il momento.