Nel centenario della nascita di Mario Giacomelli, uno dei più grandi innovatori della fotografia italiana, il suo straordinario patrimonio artistico viene celebrato con una serie di iniziative promosse dall’Archivio Mario Giacomelli.
Il fulcro di queste celebrazioni sarà un’importante doppia esposizione che si terrà simultaneamente a Roma e Milano, offrendo due percorsi distinti ma complementari per esplorare la profondità e la versatilità della sua opera.
A Palazzo Esposizioni di Roma, la mostra “Mario Giacomelli. Il fotografo e l’artista” analizzerà il dialogo tra la sua fotografia e le arti visive contemporanee, mentre a Palazzo Reale di Milano, l’esposizione “Mario Giacomelli.

Il fotografo e il poeta” metterà in luce il profondo legame tra le sue immagini e la poesia. Curato da Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli, il progetto espositivo presenterà oltre 300 stampe originali, molte delle quali inedite, offrendo una lettura inedita dell’eredità di Giacomelli attraverso contaminazioni artistiche e narrative.
Roma: Giacomelli e il dialogo con le arti visive
La mostra romana, in programma dal 20 maggio al 3 agosto 2025, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con l’Archivio Mario Giacomelli. Il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche che mettono in relazione il lavoro di Giacomelli con le opere di importanti artisti contemporanei, tra cui Afro Basaldella, Alberto Burri, Enzo Cucchi, Jannis Kounellis e Roger Ballen.
Tra i punti salienti della mostra:
- L’influenza della pittura astratta: attraverso il confronto con Afro e Burri, emerge la ricerca materica e grafica di Giacomelli, in particolare nelle serie “Motivo suggerito dal taglio dell’albero” (1966/68) e “Territorio del linguaggio” (1994).
- Realismo e visione sociale: il parallelismo con Jannis Kounellis, maestro dell’Arte Povera, evidenzia il forte legame tra la fotografia di Giacomelli e le tematiche del quotidiano, con scatti tratti da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” (1966/68) e “Mattatoio” (1960).
- Paesaggio e identità culturale: nella sezione dedicata a Enzo Cucchi, il paesaggio viene raccontato come elemento identitario, con una selezione di immagini che esplorano il rapporto tra uomo e natura.
- Omaggio alla fotografia contemporanea: la mostra si chiude con il confronto tra Giacomelli e Roger Ballen, che ha dichiarato più volte la sua ispirazione dal maestro italiano.
- Il cuore della mostra sarà una sala interamente dedicata a “Io non ho mani che mi accarezzino il volto” (1961/63), la serie che ha consacrato Giacomelli a livello internazionale. Per la prima volta, sarà esposta un’ampia selezione di stampe e provini originali, in un’installazione immersiva che restituisce tutta l’intensità del suo lavoro.

Milano: la fotografia come poesia
Dal 22 maggio al 7 settembre 2025, Palazzo Reale ospiterà invece un’esposizione che indaga il legame di Giacomelli con la poesia, mostrando come le sue immagini siano intrise di suggestioni liriche e narrazioni emotive. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano – Cultura, con la produzione di Palazzo Reale e l’Archivio Mario Giacomelli, in collaborazione con Rjma progetti culturali e Silvana Editoriale.
Tra le sezioni della mostra:
- L’influenza della parola poetica: attraverso la serie “Per poesie” (‘60/’90) e “Favola, verso possibili significati interiori” (1983/84), la fotografia si trasforma in segno e metafora.
- Omaggio a Giacomo Leopardi: con “L’Infinito” (1986/90) e “Presa di coscienza sulla natura” (1976-80), il fotografo traduce in immagini la contemplazione leopardiana del paesaggio.
- Ritratti di memoria e malinconia: la serie “Passato” (1986/90), ispirata a Vincenzo Cardarelli, e le immagini tratte da “Spoon River” (1967/73) di Edgar Lee Masters evocano il fluire del tempo e il ricordo.
- L’amore e la solitudine: la collaborazione con Francesco Permunian, con serie come “Ho la testa piena, mamma” (1994/95) e “Il teatro della neve” (1984/86), esplora il rapporto tra parola e immagine.
Anche a Milano, un’intera sala sarà dedicata a “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, in un allestimento che ne esalta la dimensione narrativa e simbolica. Il percorso si chiude con una sezione immersiva che raccoglie registrazioni della voce di Giacomelli e una fedele ricostruzione della sua camera oscura, con la storica macchina fotografica Kobell.

Un’eredità senza tempo
Le celebrazioni del centenario non sono solo un tributo alla grandezza di Giacomelli, ma un’opportunità per riscoprirne l’attualità e l’influenza nel panorama artistico contemporaneo. Il suo lavoro, sospeso tra fotografia, pittura e poesia, continua a ispirare nuove generazioni di artisti, mantenendo viva la sua capacità di raccontare il mondo con un linguaggio unico e senza tempo.
Entrambe le mostre saranno accompagnate da un catalogo edito da Silvana Editoriale, offrendo un ulteriore strumento per approfondire il pensiero e l’opera di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana.

