Flavio Carpenzano, Investment Director Reddito Fisso di Capital Group

 

Il livello attuale più alto dei rendimenti obbligazionari riflette il forte aumento registrato nel corso del 2022 a seguito degli aumenti dei tassi da parte delle banche centrali. Ciò rende più attraente il mercato obbligazionario nel suo complesso e quello del credito IG, poiché il rendimento è un buon indicatore dei rendimenti totali futuri.

Flavio Carpenzano

Il re-pricing del 2022 è stato doloroso. E ha comprensibilmente reso alcuni investitori cauti sulla duration, soprattutto se considerato nel contesto dei dazi e della crescente incertezza geopolitica.

Tuttavia, riteniamo importante distinguere tra il contesto macroeconomico piuttosto differente che esisteva allora e quello odierno.

COME HANNO REAGITO LE BANCHE CENTRALI NEL 2022 E OGGI

Nel 2022, le banche centrali hanno dovuto rispondere a uno shock inatteso dal lato dell’offerta e a una forte ripresa della domanda post-Covid. Oggi la situazione è molto diversa.

L’inflazione è diventata più vischiosa man mano che si avvicinava ai livelli target delle banche centrali. Mentre i dazi hanno aumentato il rischio di stagflazione. Per affrontare un contesto di crescita più lenta con pressioni sui prezzi, le banche centrali devono adottare un approccio più diversificato.

La Fed è consapevole di queste sfide. E sa che potrebbe trovarsi in una situazione in cui i suoi due obiettivi principali entrano in conflitto con i diversi orizzonti temporali. Ritiene che la stabilità dei prezzi sia fondamentale per ottenere condizioni di mercato del lavoro solide e sta monitorando con pazienza i dati concreti, quali i salari e l’inflazione.

Pertanto, la sua azione diventa una questione di tempistica: la Fed potrebbe essere riluttante ad abbassare rapidamente i tassi a meno che la disoccupazione non inizi ad aumentare, poiché permangono incertezze sui dazi e sul loro impatto sull’inflazione.

Tuttavia, se la Fed è riluttante ad abbassare i tassi ora, potrebbe essere costretta a farlo in modo più aggressivo in un secondo momento, poiché l’economia rischia di deteriorarsi.

È importante sottolineare che, a nostro avviso, l’attenzione è focalizzata sulla tempistica dei tagli. Non ci aspettiamo che la Fed inverta la rotta e inizi ad aumentare i tassi. A parità di condizioni, si tratta quindi di un contesto positivo per la duration.

La normalizzazione dei tassi di interesse fino al 2022 ha contribuito a rendere nuovamente la duration uno strumento di diversificazione efficace in periodi di maggiore volatilità dei mercati.

Qualsiasi indebolimento dei dati economici comporta spesso un ampliamento degli spread creditizi. Tuttavia, l’aspettativa di un allentamento della politica monetaria da parte delle banche centrali determina solitamente un calo dei tassi, che si riflette nella duration.

Questa dinamica si è verificata ad aprile, quando i mercati azionari sono stati sottoposti a forti pressioni a seguito dell’introduzione dei dazi. I titoli azionari sono stati i più colpiti, con prodotti a spread come quelli gli high yield che hanno anch’essi subito pressioni.

L’IMPORTANZA DELLA DURATION

Tuttavia, le obbligazioni corporate investment grade hanno tenuto bene. Dal picco raggiunto dai mercati azionari il 19 febbraio all’8 aprile, i rendimenti delle obbligazioni societarie IG sono rimasti sostanzialmente invariati. Ciò è dovuto in gran parte all’impatto della duration.

Nel complesso, riteniamo che la duration possa offrire diversi potenziali vantaggi ai portafogli obbligazionari e risultati più resilienti in uno scenario di avversione al rischio.