Il segmento dei corporate bond statunitensi sta offrendo rendimenti cedolari interessanti e un extra rendimento di 60 punti base rispetto ai Treasury. Natalie Trevithick, responsabile delle strategie US Investment Grade di Payden & Rygel

 

La possibilità di raccogliere capitali a tassi molto bassi durante la pandemia ha messo le aziende in condizioni di affrontare meglio il periodo di incremento dei tassi. La combinazione di questi fattori ha abbassato sensibilmente l’incidenza dei default (solitamente in ascesa nei precedenti periodi in cui si è verificato un rialzo del costo del denaro).

Con rendimenti medi al di sopra del 5%, il momento attuale è ancora un ottimo entry point per il reddito fisso, come confermano i forti afflussi registrati dai fondi investment grade,

Guardando alla possibile evoluzione dell’asset class nei prossimi mesi, Payden&Rygel crede che la Fed applicherà tre tagli dei tassi d’interesse entro la fine di dicembre che dovrebbero aprire la strada a un rally dei corporate bond. Il comportamento della Fed non dovrebbe essere guidato da un forte rallentamento dell’economia Usa ma da una moderazione dell’inflazione guidata da un indebolimento del mercato del lavoro.

In siffatto scenario, le emissioni caratterizzate da scadenze molto lunghe sono quelle in grado di generare i maggiori ritorni potenziali in conto capitale. Il mercato mostra un appetito crescente per i corporate bond trentennali che sta determinando un certo squilibrio tra domanda e offerta. Lo squilibrio sembra destinato a persistere visto che il costo di emettere a trenta anni è elevato (5-6%). Investitori che in passato si limitavano a obbligazioni con rating A stanno cominciando a puntare su titoli BBB per migliorare il potenziale di rendimento.

Dopo l’ampliamento degli spread (salito dagli 80 ai 120 punti base) dei corporate bond rispetto ai Treasury, il mercato ha recuperato completamente e oggi il livello si riposiziona alla situazione pre Liberation Day. Per quanto riguarda i dazi, le imprese dovrebbero essere in grado di assorbire la riduzione dei margini derivante dall’introduzione dei dazi.

In conclusione, per gli emittenti investment grade, il mercato obbligazionario pubblico resta il canale più liquido ed efficiente per raccogliere capitale, con gli investitori che fanno a gara per prestare denaro a queste imprese. Dall’inizio dell’anno, abbiamo assistito a circa 1000 miliardi di dollari di nuove emissioni IG, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024 e le imprese non sembrano troppo influenzate dai tassi elevati, per questo ci aspettiamo ancora molte opportunità per aumentare l’esposizione corporate nella seconda parte dell’anno.