La politica dei dazi USA sta ridisegnando gli equilibri del commercio globale.
Con tariffe del 15% per l’Unione Europea, un pesante 39% per la Svizzera (escluso il farmaceutico) e un inatteso 50% per Brasile e India, Washington conferma un approccio protezionista e selettivo. Lo scontro con la Cina resta aperto, ma il rinvio delle decisioni a novembre lascia intravedere spiragli di compromesso.
L’Europa, pur colpita, ha limitato i danni rispetto ad altri Paesi, mentre Pechino diversifica le esportazioni puntando su qualità e intelligenza artificiale. In questo contesto emerge un nuovo ordine globale, caratterizzato da nazionalismo economico e crescente frammentazione degli scambi.


