Il beauty made in Italy continua a conquistare anche i mercati globali grazie a un mix vincente di qualità artigianale, innovazione di prodotto.

Secondo i dati, gran parte delle principali aziende italiane del comparto ha chiuso il 2024 con risultati in crescita, spingendo l’industria cosmetica nazionale verso nuovi record.

Il quadro del settore

Nel suo complesso, l’industria cosmetica italiana ha un fatturato di oltre 16,5 miliardi di euro, con esportazioni in forte espansione (oltre il 40% del totale).

beauty

1-Sodalis Group – ~908 M€ (2024)

Il Sodalis Group si conferma al vertice tra le società beauty italiane, con un fatturato che ha superato 908 milioni di euro nel 2024, segnando una crescita significativa rispetto all’anno precedente.

Strategia: multibrand con oltre 25 marchi nel portfolio (tra cui Bionike, Goovi, Dermolab, Deborah e Biopoint), capaci di coprire una vasta gamma di segmenti – dallo skincare al make-up e haircare.

 2- Kiko Milano – ~900 M€ (2024)

Il brand milanese fondato nel 1997 ha confermato la sua spinta di crescita, avvicinandosi a 900 milioni di euro di fatturato nel 2024 e consolidandosi come secondo player italiano per volume d’affari.

Punti chiave:

  • Crescita sostenuta del modello di fast beauty globale.

  • Espansione internazionale e rafforzamento dell’e-commerce.

Nota: fonti di mercato stimano il valore dell’azienda oltre 1,4 mld € dopo l’ingresso di investitori internazionali.

3-Euroitalia – ~893 M€ (2024)

Euroitalia si distingue per la sua forte presenza nella profumeria di lusso e nei segmenti premium, grazie a un ampio portafoglio di licenze (Versace, Missoni, Dsquared2, Michael Kors, Brunello Cucinelli) e marchi propri.

Con un fatturato di circa 893 milioni di euro nel 2024, l’azienda è tra i protagonisti assoluti della scena beauty italiana.

dolce e gabbana beauty

4- Dolce&Gabbana Beauty – ~1.5 Mld € (stima globale)

Dolce&Gabbana Beauty rappresenta una realtà unica nel panorama italiano: pur non comparendo nella classifica Pambianco (che considera solo aziende pure del beauty/dermo), fonti esterne stimano il fatturato della divisione beauty di D&G in circa 1,5 miliardi di euro a livello globale, con ambizioni di crescita nei prossimi anni.

Perché è rilevante:

  • DG Beauty è stato totalmente internamente gestito dal 2022, dando al marchio pieno controllo su fragranze, makeup e skincare Made in Italy.

Trend chiave del Beauty Made in Italy

? Export come leva strategica: circa il 40-50% del giro d’affari del comparto proviene da vendite all’estero.
? Innovazione e sostenibilità: ingredienti naturali, packaging green e ricerca scientifica sono driver di crescita riconosciuti. 
? Canali digitali: l’e-commerce e le strategie direct-to-consumer stanno incrementando la fedeltà dei consumatori.

Il beauty Made in Italy non è solo bellezza: è business globale, trainato da marchi che combinano tradizione, innovazione e capacità di internazionalizzazione.

Dai colossi come Sodalis e Kiko Milano alle potenzialità di Dolce&Gabbana Beauty, il settore dimostra una forte resilienza anche in mercati competitivi e dinamici. Con aspettative di ulteriore crescita nei mercati esteri e una spinta continua verso la sostenibilità e la personalizzazione, il futuro del beauty italiano resta promettente.

 Fonti

? Beauty Pambianco News – Il beauty made in Italy corre: export e innovazione trainano i top player Beauty Pambianconews+1
? ANSA – La cosmetica italiana piace nel mondo, vola l’export ANSA.it
? Wikipedia – Dolce&Gabbana Beauty Wikipedia
? WWD – Top 100 Beauty Companies wwd.com
? Reuters – KIKO Milano acquisition data Reuters