I primi giorni del nuovo anno confermano l’ampliamento del driver di performance verso segmenti di mercato value e ciclici. Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco

La strategia politica dell’amministrazione americana si sta focalizzando sulle elezioni di mid-term. Oltre ai fronti di politica estera stanno prendendo piede interventi legati all’economia interna come la decisione di forzare maggiori acquisti di mutui da parte delle agenzie per ridurne i tassi d’interesse, o imporre un cap ai tassi passivi sulle carte di credito.
Stiamo arrivando al punto in cui quella volontà di tollerare un’economia che corre, ma con un tasso d’inflazione elevato è ora del tutto concreta. Il mercato ha avuto già sentori di questa spinta politica e non è quindi una sorpresa, navigare questa fase in cui gli equilibri economici si spostano, con minore indipendenza della Fed e l’accettazione di maggiore inflazione, è alla base di quel rischio su dollaro e treasury a lunga duration.
L’ampliamento della nuova leadership che si sta delineando sui mercati azionari a favore di segmenti value, si conferma anche in termini settoriali, regionali e di capitalizzazione di mercato. La tendenza positiva delle aziende a piccola e media capitalizzazione è confermata nella netta sovraperformance dell’indice Russell 2000 negli Stati Uniti; mentre per quanto riguarda le dinamiche regionali la sovraperformance dei mercati di Europa ed Emergenti rispetto agli US è sempre più confermata dopo un 2025 significativo.
Questa settimana inizia la earning season con i principali gruppi finanziari americani, le attese del mercato non sembrano particolarmente difficili da battere. In ottica di allargamento della leadership, dovremmo ricevere conferma che la crescita degli utili per i prossimi trimestri sarà meglio distribuita su diversi settori e non più concentrata sulla tecnologia, con la correlazione tra titoli destinata a diminuire e la ricerca di alpha sempre più importante.
In Europa il sentiment economico si conferma stabile nonostante la volatilità dello scenario geopolitico. L’attività economica in Germania mostra quei primi segnali di accelerazione con ordinativi industriali e produzione industriale in aumento, mentre le dinamiche inflattive registrano un rallentamento.
Un’inflazione in traiettoria discendente consentirà alla BCE di rimanere in pausa sui tassi per i prossimi mesi, supportando un ulteriore fase positiva per gli indici azionari con il settore finanziario in primis ma anche il comparto industriale e sempre più il segmento legato ai consumi. Questa settimana il dato sulla produzione industriale nell’Area Euro catturerà l’attenzione del mercato.

