Mercato sempre meno attento e concentrato. La continua ricerca del momentum e la riduzione del periodo medio di detenzione dei titoli in portafoglio spiegano l’attuale situazione sui mercati azionari. Franz Weis, CIO, Analyst/Portfolio Manager e Managing Director delle strategie azionarie europee di Comgest

Nel 2001, i professori di economia aziendale Thomas Davenport e John C. Beck hanno coniato il termine “economia dell’attenzione” per descrivere la relazione tra la disponibilità di informazioni e la capacità di un’organizzazione di concentrarsi sui compiti essenziali. Oggi, la battaglia per l’attenzione si combatte in raffiche di otto secondi su applicazioni come Instagram e TikTok, progettate per uno scorrimento infinito.
In che modo ciò si ricollega agli investimenti?
Riteniamo che il crescente deficit di attenzione abbia influito sui mercati finanziari e sul processo decisionale degli investitori. Ad esempio, il periodo medio di detenzione delle azioni è sceso da otto anni nel 1960 a soli sei mesi nel 2025.
Nel frattempo, i flussi di investimento al dettaglio sono aumentati di circa il 50% tra il 2023 e il 2025, rimodellando i mercati e alimentando fenomeni come i meme stock. Riteniamo che questo comportamento rifletta una ricerca di momentum a breve termine e un comportamento gregario piuttosto che una creazione di valore ponderato e a lungo termine. Dal nostro punto di vista, anche l’espansione parallela degli investimenti passivi, passati dall’1% degli asset all’inizio degli anni ’90 a oltre il 50% oggi, ha contribuito alla concentrazione del mercato e all’inflazione delle valutazioni, ignorando i fondamentali delle società. [nota 4] Nel complesso, riteniamo che queste dinamiche abbiano rafforzato un ciclo a breve termine guidato dal momentum, in contrasto con la nostra attenzione attiva nell’identificare aziende di alta qualità.
A nostro avviso, la prevalenza di questa mentalità a breve termine ha orientato i mercati verso un ristretto gruppo di azioni, in particolare l’S&P 500, che sta registrando livelli di concentrazione mai visti in oltre mezzo secolo. Dal nostro punto di vista, il settore del risparmio gestito è eccessivamente concentrato sul raggiungimento di obiettivi di performance a breve termine e sul superamento dei benchmark su base trimestrale e annuale, a scapito dei veri investimenti a lungo termine.
Questo entusiasmo ha contribuito a spingere alcune aziende del settore tecnologico statunitense a valutazioni record. In un contesto simile, è forte la tentazione di considerare tutte le aziende legate all’IA come parte dello stesso settore. Alcuni investitori sembrano convinti che l’IA trasformerà ogni settore, mentre altri la considerano una tendenza costruita su basi instabili. Nel frattempo, la crescente concentrazione all’interno degli indici globali ha incoraggiato sia i flussi passivi che quelli al dettaglio verso un numero ristretto di vincitori a grande capitalizzazione (in particolare i titoli tecnologici statunitensi), rafforzando lo slancio dei principali contributori

