Questo mese l’inchiesta FondieSicav.it ha trattato il tema dei “Bond Mercati Emergenti”

 

Abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio quali sono i rischi e le opportunità per l’asset class ‘emerging bond’ derivanti dall’intervento Usa in Venezuela. E quali i titoli che potrebbero beneficiare di un’ulteriore riduzione dello spread nel corso del 2026.

L’intervento statunitense in Venezuela rappresenta un evento di forte impatto mediatico ma con implicazioni prevalentemente idiosincratiche per l’universo dei bond dei mercati emergenti, concordano i gestori intervistati.

Gli eventi in Venezuela non configurano un rischio sistemico per il comparto emergente nel suo complesso e i fondamentali di questi mercati restano complessivamente solidi. La crescita economica continua a superare quella dei Paesi sviluppati. L’inflazione è sotto controllo nella maggior parte delle economie e la disciplina fiscale è migliorata rispetto al passato.

Nel contesto attuale, l’indebolimento del dollaro statunitense e la prospettiva di politiche monetarie più accomodanti offrono un ulteriore supporto all’asset class, in particolare al debito in valuta locale.

Ma, il potenziale di rendimento appare sempre più concentrato in specifiche aree del mercato (Africa, America Latina), in presenza di spread già compressi e valutazioni più sfidanti.

In particolare, le opportunità sono state individuate nel segmento high yield, dove alcuni Paesi mostrano fondamentali in miglioramento. In termini di strategie, quelle attive, focalizzate sulla selezione bottom-up e sul valore relativo, sembrano oggi più adatte rispetto a un’esposizione generalizzata all’asset class.

 

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