Azionario Europa: meglio non perdere di vista i nuovi trend. Alcune tendenze potrebbero favorire le società europee più cicliche e domestiche, nonché quelle che forniscono accesso a tecnologie chiave. Sylvain De Bus, Deputy Head of Global Bonds di Candriam

azioni, europa, credito

Abbiamo già assistito a forti guadagni delle società legate alla Germania e nei settori dell’aerospazio e della difesa. Ai prezzi attuali questi titoli non sono più economici, ma questi comparti non sono ancora ampiamente presenti nei portafogli degli investitori. Se a ciò si aggiunge una solida crescita delle vendite e degli utili, la difesa diventa un tema che potrebbe essere difficile da ignorare nei prossimi anni.

Sei settori chiave per investire nella corsa all’autonomia strategica UE

Aerospazio e difesa: Dopo una forte corsa, le valutazioni stanno iniziando a normalizzarsi, creando nuovi punti di ingresso. La spesa per la difesa rimarrà probabilmente elevata data la persistente minaccia russa e la necessità di ricostruire le capacità militari. Privilegiamo le aziende che beneficiano dell’aumento dei budget tedeschi per la difesa e quelle le cui valutazioni appaiono ancora ragionevoli.

Tecnologia – Attrezzature per semiconduttori: L’Europa è leader globale in alcune aree critiche, come le macchine per la produzione di chip e i chip specializzati per l’energia e l’IA. Ciò sostiene l’indipendenza digitale e la competitività europea, supportata da politiche come lo European Chips Act. Con una crescita attesa della domanda di chip e le valutazioni scese dai picchi del 2024, riteniamo l’investimento interessante nel lungo periodo.

Materiali e Costruzioni: Questo settore beneficia della maggiore spesa per le infrastrutture in Germania, della futura ricostruzione dell’Ucraina e dei più ampi piani di investimento in tutta Europa. Segmenti come i materiali da costruzione offrono ancora opportunità a valutazioni ragionevoli.

Utility: sono sostenute dai piani energetici dell’UE (incluso il RePowerEU) e dal passaggio a un’energia più pulita e sicura. Dovrebbero inoltre trarre vantaggio dalla necessità di rafforzare la rete elettrica e dalla crescente domanda di energia con la ripresa dell’industria e lo sviluppo dei data center per l’IA. Nel complesso, il settore rimane valutato correttamente rispetto al mercato più ampio.

Banche: I fondamentali del settore rimangono robusti, sostenuti da un’economia UE resiliente grazie ai piani di investimento e alla politica fiscale. La domanda di credito potrebbe riprendersi gradualmente grazie agli investimenti delle aziende e ai mutui delle famiglie. Il margine di interesse netto sembra aver toccato i minimi dato che la BCE ha sospeso i tagli dei tassi, mentre le banche europee rimangono strutturalmente ben capitalizzate. Nel complesso, le valutazioni non appaiono eccessive.

Piccole e medie imprese europee: Le società più piccole potrebbero offrire un potenziale di rendimento interessante nei prossimi anni. Esse scambiano ancora a livelli di valutazione bassi nonostante una politica monetaria più favorevole, forti investimenti pubblici e l’allentamento delle pressioni derivanti dai costi energetici e dall’inflazione.

Concentrandosi sui temi strategici emergenti dell’Europa, gli investitori possono quindi posizionare i propri portafogli per una trasformazione che potrebbe plasmare il prossimo ciclo di crescita della regione.