Economic Team di Payden & Rygel

Di recente abbiamo assistito a un deciso aumento delle nuove emissioni obbligazionarie corporate, principalmente da parte degli hyperscaler. Si è così diffuso il timore che “la più grande ondata di emissioni obbligazionarie della storia” possa destabilizzare i mercati del credito e determinare un ampliamento degli spread.
La situazione appare, tuttavia, più articolata. In primo luogo, sebbene i 1.800 miliardi di dollari di nuove emissioni lorde stimate per il 2026 rappresentino il volume annuo più elevato mai registrato, è opportuno rapportare tale dato alle dimensioni complessive del mercato obbligazionario. In fasi di espansione economica, anche il mercato del debito tende ad ampliarsi ed è naturale che le emissioni aumentino.
In effetti, i 1.800 miliardi stimati corrispondono a circa il 12% dello stock complessivo di debito corporate in circolazione, una percentuale in linea con la media annua osservata tra il 2012 e il 2017. In secondo luogo, desta minore preoccupazione l’incremento della quota di debito riconducibile al settore tecnologico (14%).
Il comparto tech è stato il principale motore della domanda privata negli Stati Uniti e negli ultimi anni ha registrato una significativa sovraperformance azionaria. In conclusione, finché i bilanci degli hyperscaler rimarranno solidi, la propensione al rischio degli investitori dovrebbe restare sostenuta e, con un’economia in crescita, gli spread creditizi dovrebbero mantenersi contenuti.

