Crisi Golfo, impatto su inflazione e bond governativi. Al momento riteniamo che la guerra in Iran non stia influenzando gli spread sovrani europei oltre la normale volatilità di mercato. Mauro Valle Head of Fixed Income di Generali Asset Management

Per ora l’impatto principale riguarda i timori inflazionistici, con i tassi che si muovono di conseguenza in un contesto di irripidimento ribassista della curva dei rendimenti. Se dovessero emergere preoccupazioni sulla crescita, accompagnate da pressioni negative sugli asset rischiosi, i rendimenti del Bund potrebbero muoversi al ribasso. Manteniamo una visione positiva sui tassi europei, ma questa potrà essere rivista nei prossimi giorni in base alle notizie in arrivo e all’evoluzione del conflitto.
I portafogli mantengono una duration complessivamente lunga. Negli ultimi giorni, prima delle notizie del fine settimana, il posizionamento è stato riportato a neutrale sulla scadenza trentennale, riducendo l’esposizione lunga sul decennale dopo il calo dei rendimenti sotto il 2,7% e diminuendo leggermente l’esposizione ai titoli tedeschi.
La strategia d’investimento continua a privilegiare una posizione lunga sui BTP, insieme a un’esposizione lunga su Spagna, titoli dell’UE e Grecia, ritenendo che la guerra in Iran non stia incidendo in misura significativa sugli spread sovrani europei oltre la normale volatilità di mercato.
Manteniamo una visione costruttiva sul credito EUR Investment Grade, e la prima reazione degli spread alle notizie geopolitiche globali è risultata piuttosto contenuta. In uno scenario di conflitto regionale e di durata limitata, gli spread potrebbero subire solo un moderato allargamento.
Uno scenario più negativo, caratterizzato da un rallentamento della crescita economica e da un livello di inflazione più elevato, potrebbe invece risultare più problematico per il credito, considerando che un posizionamento lungo sul comparto è probabilmente una view ampiamente condivisa dal mercato.
Al momento la nostra strategia consiste nel mantenere la posizione lunga, aumentare la selettività tra emittenti e settori e preservare una duration complessivamente lunga come potenziale copertura in caso di maggiore volatilità degli spread.
Il portafoglio risulta investito per circa 51,7% in obbligazioni corporate Investment Grade, mentre l’esposizione a obbligazioni High Yield rappresenta circa il 7,0% del totale.

