Usa- Iran: tre scenari: conflitto contenuto, conflitto regionale prolungato e conflitto di breve durata e altrettante asset allocation per affrontarli. Karsten Junius, Chief Economist di J. Safra Sarasin
Scenario centrale: conflitto contenuto (50%)
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Reddito fisso: Le curve dei rendimenti rimangono invariate. Alcuni dei flussi di avversione al rischio si invertiranno e porteranno a rendimenti moderatamente più elevati in tutti i mercati valutari. Il rialzo dei rendimenti sarà limitato dall’incertezza sugli effetti del mercato del lavoro derivanti dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dalle notizie negative provenienti dai mercati del credito privato. Gli spread creditizi dovrebbero rimanere stabili o ampliarsi solo moderatamente
Valute e oro: Il dollaro Usa dovrebbe continuare a essere scambiato intorno ai livelli attuali, con l’indice DXY ponderato per il commercio che oscillerà tra 98 e 100 nel breve termine. Prevediamo inoltre che l’euro e il franco svizzero saranno scambiati intorno ai livelli attuali, mentre l’oro dovrebbe essere sostenuto sopra i 5.000 dollari per oncia troy.
Azioni: Prevediamo che la volatilità rimarrà elevata fino a quando i rischi per l’approvvigionamento di petrolio e l’economia globale non si attenueranno (VIX>20) Il calo del mercato azionario dovrebbe essere limitato a circa il 5% rispetto ai livelli precedenti alla campagna aerea, lasciando l’S&P500 sopra i 6.500 punti. Con l’avvicinarsi della fine della campagna militare, i mercati sono destinati a recuperare. Il nostro obiettivo di fine anno per l’S&P 500 di 7.400 punti rimane invariato.
Scenario peggiore: conflitto regionale prolungato (25%)
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Reddito fisso: I rendimenti potrebbero diminuire in modo più significativo, poiché i prezzi elevati del petrolio e l’incertezza geopolitica indurrebbero i mercati a scontare una maggiore probabilità di recessione. Gli spread creditizi potrebbero ampliarsi in modo significativo per tenere conto dell’indebolimento dell’economia.
Valute e oro: In questo scenario, il dollaro statunitense dovrebbe registrare un aumento significativo, con l’indice DXY ponderato per il commercio che supererà quota 100 nel breve termine. L’impennata del prezzo del petrolio influirà in modo più significativo sulle valute cicliche, spingendo probabilmente l’EURUSD verso quota 1,15, mentre l’EURCHF potrebbe scendere sotto quota 0,90, aumentando il rischio di interventi sul mercato valutario da parte della BNS. In questo scenario, prevediamo che l’oro salirà verso i 6.000 dollari per oncia troy e probabilmente rivedremo i nostri obiettivi di fine anno in tal caso.
Azioni: Prevediamo un aumento della volatilità (VIX>40). Il mercato azionario subirà un calo fino al 15% (S&P500<6.200). I settori difensivi e quello energetico dovrebbero sovraperformare. I paesi importatori netti di petrolio saranno quelli più colpiti: ad esempio India, Corea, Giappone, mercati dell’area euro. Il nostro obiettivo di fine anno per l’S&P500 dovrebbe probabilmente essere abbassato a <7.000, poiché le ricadute economiche del forte aumento dei prezzi del petrolio costituirebbero un grave ostacolo agli utili nel 2026.
Scenario ottimistico: il conflitto si placa rapidamente (25%)
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Reddito fisso: Le curve dei rendimenti si irripidiscono moderatamente, poiché alcuni dei flussi di avversione al rischio si invertono. I rendimenti dei titoli decennali torneranno probabilmente ai livelli precedenti. 4,25% di rendimento medio dei titoli del Tesoro USA a 10 anni, 2,8% dei Bund decennali. Il rialzo dei rendimenti sarà limitato dall’incertezza sugli effetti del mercato del lavoro derivanti dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dalle notizie negative provenienti dai mercati del credito privato. Gli spread creditizi si restringeranno probabilmente leggermente rispetto ai livelli attuali.
Valute e oro: Il dollaro Usa dovrebbe registrare un nuovo calo, invertendo i recenti guadagni, con l’indice DXY ponderato per il commercio che tornerà intorno a 97 nel breve termine. Questo scenario consentirebbe anche all’euro di recuperare i recenti massimi e allentare la pressione al rialzo sul franco svizzero, mentre l’oro dovrebbe ritornare verso i 5.000 dollari per oncia troy nel breve termine.
Azioni: Si prevede un calo della volatilità (VIX<20). I guadagni nel settore energetico e le perdite nel settore discrezionale/aereo dovrebbero invertire la tendenza. Il calo delle azioni dovrebbe rimanere molto contenuto (l’S&P 500 dovrebbe rimanere sopra i 6.700 punti). Il nostro obiettivo di fine anno per l’S&P 500 di 7.400 punti rimane invariato.


