Equilibri al limite. L’equilibrio tra obiettivi del conflitto in Iran ed agenda di politica interna diventa sempre più precario di settimana in settimana per Trump. Luca Simoncelli, investment strategist di Invesco

Nel fine settimana si è intravista una prima un’apertura verso la de-escalation delle ostilità. Tuttavia, la situazione rimane comunque altamente incerta e la tensione sui mercati aumenta sotto il peso della situazione attuale, le banche centrali ci hanno detto forte e chiaro che fare previsioni sullo scenario economico è oggi praticamente impossibile.
Nel caso più avverso il perdurare della crisi energetica potrebbe fare emergere non solo il rischio inflazione ma uno scenario di recessione, con le informazioni a disposizione al momento le curve dei tassi vanno quindi a scontare una crescente probabilità della prima eventualità mentre i mercati azionari della seconda.
Verso uno schema da guerra fredda?
Il conflitto appare inoltre spostarsi su un piano che segue uno schema da guerra fredda, in cui l’Iran riesce a rispondere alla distruzione con minacce di distruzione reciproca soprattutto rispetto alle infrastrutture energetiche nei paesi del golfo. Le dinamiche di una de-escalation sono complicate, la tensione rimarrà alta ancora per più tempo ma i mercati finanziari hanno un chiaro punto focale nello Stretto di Hormuz, anche una marginale riapertura rimane la variabile chiave per tornare a scontare nei premi per il rischio quello scenario di resilienza economica ed una fase di espansione del ciclo che era il regime macroeconomico dominante.
Gli effetti sul mercato dell’energia
I segnali di tensione sul mercato energetico da monitorare rimangono: lo spread tra quotazioni del petrolio WTI e Brent, lo spread rispetto al petrolio Dubai che nonostante sia di qualità inferiore tratta oggi ad un ampio premio, la curva a termine del Brent e quanto l’immissione sul mercato di 400 milioni di barili in riserve strategiche sia un fattore di stabilizzazione.
La risposta delle Banche centrali
Le banche centrali stanno in un certo senso assecondando le attese di mercato, che rimangono altamente volatili a causa della forte incertezza, portando al mercato una strategia di attesa ad oggi ma con la prontezza ad agire in caso di necessità, i tassi d’interesse Fed e BCE sono stati lasciati invariati.
Buoni dati macro in Cina
Intanto l’attività economica in Cina ha dato segnali positivi sul fronte degli investimenti e della spesa dei consumatori, mentre a livello globale continua ad emergere evidenza della forte domanda sull’ecosistema del Cloud, con gli investimenti in infrastrutture AI e datacenter che stentano a soddisfare la richiesta.

