Mathieu Racheter, Head of Equity Strategy Research, Julius Baer

stati uniti

I titoli azionari statunitensi mostrano una buona tenuta nonostante l’elevata incertezza geopolitica e le rinnovate pressioni sui prezzi dell’energia. Questa forza è sostenuta da fattori strutturali e da un forte, ma altamente concentrato, vento favorevole sugli utili. Sebbene lo slancio degli utili continui a sostenere i segmenti legati all’intelligenza artificiale, è possibile individuare punti di ingresso più interessanti nei mercati internazionali, come quelli europei ed asiatici.

Molti investitori faticano a conciliare la forza dei titoli azionari statunitensi con la mancanza di una soluzione alla crisi tra Stati Uniti e Iran e con il riemergere dei rischi legati all’energia. I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 100 dollari al barile. Mentre le interruzioni nello Stretto di Hormuz rimangono una preoccupazione fondamentale.

Tuttavia, diversi fattori aiutano a spiegare questa resilienza. In primo luogo, l’economia statunitense è meno sensibile agli shock petroliferi rispetto al passato grazie alla minore dipendenza dalle importazioni e alla ridotta intensità energetica che limitano l’impatto macroeconomico. In secondo luogo, il freno derivante dall’aumento dei costi energetici, stimato a 70 miliardi di dollari, è ampiamente compensato da rimborsi fiscali di entità simile a sostegno dei consumi delle famiglie. Infine, i mercati mantengono una visione lungimirante e continuano a scontare un’interruzione temporanea piuttosto che uno shock prolungato.

Tuttavia, il rialzo è altamente concentrato. Circa il 40% della crescita degli utili prevista per l’S&P 500 nel 2026 è trainata dai beneficiari delle infrastrutture di intelligenza artificiale (IA). Ecco spiegato perché la performance degli indici rimane solida nonostante una minore ampiezza del mercato. Il recente rialzo è stato trainato dagli utili. Potrebbe esserci ancora un margine di crescita per i profitti, vista la forte domanda nel settore dell’IA. Tuttavia, le prospettive relative alle valutazioni sono diventate meno favorevoli. All’inizio dell’anno, le aspettative di una crescita superiore al trend e di una Fed accomodante facevano presagire un’ulteriore espansione dei multipli. Il quadro si è ora spostato verso una crescita più moderata ed una Fed che mantiene i tassi invariati, riducendo il margine per un rialzo delle valutazioni.

Pertanto, sebbene le azioni rimangano sostenute, il rapporto rischio/rendimento è diventato più equilibrato e non giustifica il perseguimento del rialzo ai livelli attuali. Negli Stati Uniti, l’attenzione dovrebbe rimanere concentrata sulle esposizioni legate all’IA, dove lo slancio degli utili è più forte. Altrove, si possono trovare punti di ingresso sempre più interessanti nei mercati internazionali. In particolare in Europa e in Asia, dove le valutazioni sono più basse e il potenziale di rialzo potrebbe migliorare una volta che i rischi geopolitici inizieranno ad attenuarsi in modo più sostenibile.