Sebbene le valutazioni delle banche europee si siano normalizzate, rimangono comunque interessanti. Barbara Burtin, gestore di portafogli azionari di Capital Group

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Il settore finanziario europeo rimane un ambito in cui possono coesistere il sostegno delle valutazioni e il miglioramento dei fondamentali. Tra i fattori di sostegno figurano una crescita sana dei prestiti e la disciplina dei prezzi. La crescita dei prestiti sta già acquistando slancio, in particolare nel settore dei mutui immobiliari, mentre anche i prestiti alle imprese mostrano segni di miglioramento. Si prevede che il consistente stimolo fiscale della Germania sosterrà un aumento degli investimenti in tutta l’area europea e potrebbe rappresentare un motore chiave dell’espansione a lungo termine. Ciò dovrebbe sostenere un aumento sostenuto della domanda di prestiti alle imprese nel tempo.

In termini di rischi, le perdite sui prestiti potrebbero aumentare in caso di rallentamento. Tuttavia, dopo quattro anni di perdite eccezionalmente basse, la qualità del credito bancario dovrebbe rimanere solida. Le stime di consenso prevedono solo un modesto aumento nei prossimi anni grazie a bilanci in ordine.

Dopo aver superato anni di difficoltà, le banche europee hanno recentemente rafforzato la propria posizione, sostenute da riforme intraprese autonomamente e da un contesto dei tassi d’interesse più favorevole.

Con il processo di riduzione della leva finanziaria ormai alle spalle, le banche europee hanno iniziato a restituire capitale agli azionisti. Inoltre, i team dirigenziali e la governance sono migliorati e i livelli di crediti in sofferenza (NPL) sono diminuiti, in particolare per le banche spagnole e italiane.

Tuttavia, la differenza più significativa è rappresentata dal ciclo dei tassi d’interesse. Le banche europee hanno dovuto affrontare 10 anni di tassi d’interesse pari a zero o negativi, che hanno gravato sui loro margini sui depositi.

Con la normalizzazione dei tassi, le banche dell’Europa mediterranea hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi delle azioni. Avendo precedentemente gestito bilanci caratterizzati da un’elevata esposizione ai depositi in un contesto di tassi negativi, la redditività è migliorata in modo significativo con l’aumento dei tassi. Inoltre, sono entrate nel ciclo dei tassi con i multipli P/E più bassi.