Guillaume Tresca, Global Emerging Markets Strategist di Generali Asset Management

Il reddito fisso dei mercati emergenti (EM) si è dimostrato resiliente dall’inizio del conflitto con l’Iran. I Paesi EM si trovano in una posizione più solida rispetto al periodo post-Covid, sostenuti da fondamentali macroeconomici più robusti, politiche monetarie restrittive e un miglioramento degli indicatori esterni. Le prospettive di medio termine restano positive. Nel breve termine, tuttavia, manteniamo un approccio prudente, poiché lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Manteniamo una posizione neutrale tra debito EM in valuta locale ed esterna. In effetti, gli spread del debito esterno EM e le valute EM hanno recuperato le perdite iniziali, con gli spread di alcuni Paesi ora su livelli persino più compressi.
Per quanto riguarda il debito EM in valuta locale, siamo neutrali tra FX e tassi: le valute EM hanno già recuperato completamente e il posizionamento non è leggero, mentre i tassi EM offrono un valore più interessante, sebbene i rischi inflazionistici possano limitare ulteriori ribassi dei rendimenti. Sul fronte valutario, continuiamo a privilegiare le valute ad alto rendimento come TRY, BRL e HUF.
In merito agli spread del debito esterno, lo spazio per un ulteriore restringimento nel breve termine è limitato. Ma il carry offerto rimane interessante rispetto al credito statunitense e dovrebbe essere sufficiente a sostenere i flussi in entrata. Preferiamo il segmento high yield rispetto all’investment grade, poiché il maggiore carry e la minore duration compensano un contesto globale che resta ricco di eventi.

