Diego Franzin, Co-Founder e Head of Portfolio Strategies di Plenisfer

Quattro delle Magnifiche sette hanno comunicato la scorsa settimana risultati trimestrali complessivamente solidi, confermando che il ciclo di investimento legato all’intelligenza artificiale rimane supportato da fondamentali robusti.
La domanda di capacità computazionale continua a superare l’offerta disponibile: Google ha parlato di “unprecedented internal and external demand for AI compute resources”, il backlog cloud cumulato di Amazon, Google e Microsoft supera 1,5 trilioni di dollari, e il consensus capex hyperscaler 2027 è stato rivisto al rialzo di altri circa 100 miliardi, a circa 900 miliardi di dollari.
L’elemento qualitativamente nuovo, e a nostro avviso il più importante, riguarda i margini cloud: Amazon Web Services ha riportato margini superiori di circa 400bps al consenso, mentre Google Cloud di circa 600bps .
La crescita non sta emergendo solo come narrativa di lungo periodo, ma anche come profittevole.
Questo sposta progressivamente la tesi AI da una storia dominata dal capex a una storia in cui iniziano a emergere segnali più concreti di leverage operativo, riducendo la credibilità del “bear case” più rilevante: quello secondo cui l’aumento degli investimenti non si convertirà in ritorni economici adeguati.
Allo stesso tempo, il movimento di mercato presenta un profilo sempre più maturo e quindi esposto a potenziali prese di profitto tattiche, con il Nasdaq che ha chiuso aprile a +15,6%, miglior mese da dicembre 2002, mentre i semiconduttori hanno segnato +38%, miglior mese da febbraio 2000.
Il tema AI resta uno dei pochi segmenti dove la narrativa è effettivamente supportata da fondamentali in miglioramento, ma il prezzo di ingresso e la concentrazione della performance richiedono disciplina nella costruzione dell’eventuale esposizione.

