L’Outlook 2026 di Markets360, la divisione di ricerca di BNP Paribas. Negativi sulla duration in UE e Usa, ancora pessimisti sulla quotazione del dollaro Usa

La durata e l’entità dello shock derivante dal conflitto in Medio Oriente avranno un impatto duraturo sull’economia globale, indipendentemente da ciò che accadrà nei prossimi giorni e settimane.
Ora prevediamo una crescita del PIL più bassa, un’inflazione più elevata e banche centrali più restrittive rispetto a quanto stimato a inizio anno.
Tuttavia, riteniamo che si tratti di una storia di resilienza intaccata ma non compromessa. Il forte momentum della crescita pre-conflitto e fattori strutturali come l’intelligenza artificiale e la spesa per la difesa offrono un supporto compensativo.
Siamo negativi sulla duration nell’area dell’euro e negli Stati Uniti e ci aspettiamo un irripidimento delle curve. Prevediamo un bear flattening in Giappone e un bull flattening nel Regno Unito.
Nei mercati emergenti, concentriamo ora le posizioni costruite per trarre vantaggio da tassi in discesa dove vediamo storie di allentamento secolare: Brasile, Turchia e Ungheria.
Per gli spread dei titoli di Stato europei ci aspettiamo un allargamento in Francia guidato dal riemergere delle preoccupazioni sul deficit, mentre Italia e Spagna potrebbero risultare più stabili.
Siamo negativi sul dollaro statunitense, principalmente per effetto delle dinamiche dei flussi globali, e prevediamo un indebolimento generalizzato delle valute, con lo yen giapponese e alcune valute asiatiche dei mercati emergenti come eccezione.
Nei mercati del credito, normalizzazione, carry e una certa compressione rappresentano le fonti di rendimento da qui in avanti.
Il mercato azionario sta chiaramente guardando oltre la guerra, ma ulteriori guadagni nel breve termine richiederanno evidenze della riapertura di Hormuz. Nel medio termine, preferiamo il capex ai consumi per beneficiare dei vincitori legati alla sicurezza energetica, all’intelligenza artificiale e alla difesa.

