James Tyrrell, Private Markets Research Analyst di L&G, identifica chi sono i player meglio posizionati per beneficiare di una potenziale crescita

L’Europa è meglio posizionata rispetto al 2022. La penetrazione delle energie rinnovabili è maggiore e la dipendenza dal gas si è ridotta, ma la direzione intrapresa rimane la stessa. Un conflitto prolungato rafforzerebbe probabilmente la necessità di accelerare lo sviluppo, lo stoccaggio e gli investimenti nella rete elettrica di tutte le nazioni del Vecchio Continente per la produzione di clean energy.
Le implicazioni non sono uniformi tra i vari mercati o tecnologie
I paesi con una maggiore dipendenza dal gas probabilmente registreranno una reazione più forte dei prezzi dell’energia rispetto a quelli con mix di generazione più diversificati. Il Regno Unito e la Germania, ad esempio, sono più esposti rispetto alla Francia, dove il nucleare gioca un ruolo più importante. Per gli investitori, ciò significa che l’impatto di un eventuale nuovo shock sarà probabilmente molto specifico per ciascun mercato, piuttosto che generalizzato a livello europeo.
Inoltre, anche l’esposizione a livello di singolo asset è altrettanto importante. Non tutti i progetti sull’energia rinnovabile beneficiano allo stesso modo di prezzi wholesale più elevati. Le attività che operano con contratti a prezzo fisso potrebbero registrare un rialzo immediato limitato, poiché i loro ricavi sono in gran parte al riparo dalla volatilità del mercato spot. Al contrario, gli asset esposti al mercato libero possono trarne un vantaggio più immediato e consistente. Nell’ambito delle energie rinnovabili, l’eolico potrebbe essere relativamente ben posizionato nei mercati.
Come L&G, riteniamo che una maggiore volatilità potrebbe anche rafforzare l’attrattiva degli investimenti in sistemi di accumulo a batteria e asset ibridi. In un mercato in cui i prezzi del gas aumentano mentre la penetrazione del solare continua a crescere, le oscillazioni di prezzo intraday potrebbero diventare più pronunciate. Ciò migliora le opportunità di ricavo per gli asset in grado di sfruttare la volatilità e supportare l’equilibrio del sistema. In tal senso, le turbolenze geopolitiche potrebbero non solo favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche rafforzare il valore dei sistemi di accumulo e delle infrastrutture di supporto alla rete.
Crediamo anche che i mercati quotati offrano un segnale più sfumato
Prezzi dell’energia più elevati possono migliorare gli utili futuri di alcune attività legate alle rinnovabili, ma tale beneficio potrebbe essere smorzato da un’inflazione e da rendimenti obbligazionari più elevati che scontano tali utili a tassi maggiori e comprimono i premi per il rischio azionario. Inoltre, i fondi di investimento in energie rinnovabili quotati detengono asset con ricavi contrattualizzati, il che limita la sensibilità. Per gli investitori istituzionali, questo è un importante promemoria del fatto che l’opportunità è selettiva: modello di ricavo, struttura contrattuale, esposizione al mercato e condizioni di finanziamento sono tutti fattori rilevanti.

