Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group

 

Credito opportunità

 

Il credito investment grade (IG) ha dimostrato le proprie caratteristiche difensive nel corso di un primo trimestre del 2026 caratterizzato dalla volatilità. L’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente ha pesato sul clima di fiducia generale nei confronti del rischio, provocando un forte crollo dei mercati azionari globali nel mese di marzo.

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Nonostante questo contesto e le mutevoli aspettative sui tassi di interesse, il credito IG si è dimostrato relativamente resiliente, con l’indice Bloomberg Global Corporate Investment Grade che ha registrato un rendimento del -0,5% (copertura in USD) nel corso dei tre mesi. Sebbene i mercati del credito non siano stati immuni alla volatilità registrata verso la fine del trimestre a causa del conflitto in Medio Oriente, l’ampliamento degli spread che ne è derivato è stato relativamente contenuto, attestandosi a soli 13 punti base (pb) nel trimestre.

I fondamentali societari sottostanti nell’universo IG rimangono nel complesso solidi. La crescita dei ricavi si è sempre più diversificata al di là del settore tecnologico. I margini rimangono storicamente elevati, nonostante alcune modeste pressioni, e i bilanci continuano ad apparire gestibili. La dispersione tra i settori è aumentata mentre i mercati assorbono una serie di correnti contrastanti, tra cui l’elevata attività di M&A, le preoccupazioni relative al credito privato e l’impatto dirompente, ma disomogeneo, dell’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, le condizioni tecniche sono meno favorevoli rispetto al 2025 a causa di un forte aumento dell’offerta netta, in particolare da parte dei grandi emittenti tecnologici statunitensi che finanziano spese in conto capitale legate all’IA.

Continuiamo a individuare opportunità interessanti nel credito IG, sostenute da fondamentali favorevoli e da rendimenti complessivi ancora elevati. Sebbene gli spread IG si siano leggermente allontanati dai minimi pluriennali, la forte domanda strutturale da parte di acquirenti sensibili al rendimento ha contribuito a limitare l’entità dell’allargamento. Le considerazioni relative al valore relativo continuano a suggerire un approccio selettivo. Tenendo conto della durata e delle differenze settoriali, le valutazioni dei titoli BB appaiono più vicine al fair value rispetto a quelle dei titoli BBB, evidenziando l’importanza di una selezione dei titoli bottom-up.

Le prospettive per il credito IG saranno determinate dall’interazione tra geopolitica, dinamiche di emissione e l’impatto in evoluzione dell’IA. In questo contesto, il credito IG globale continua a offrire una fonte di reddito interessante, con rendimenti iniziali elevati che forniscono un discreto margine di sicurezza contro un ulteriore allargamento degli spread. Inoltre, i rendimenti iniziali elevati forniscono una base più affidabile per i rendimenti rispetto alle previsioni sui tassi di interesse. A differenza dei titoli di Stato, dove il potenziale di rendimento è limitato dalle pressioni fiscali e dall’incertezza politica, il credito IG beneficia di flussi di cassa contrattuali e di bilanci generalmente solidi.

Con l’incertezza sull’inflazione e la volatilità dei tassi che rimangono elevate, la dispersione tra i mercati del credito è aumentata, sottolineando l’importanza della resilienza dei rendimenti e della selezione dei titoli. In questo contesto, il credito IG continua a fungere da ancora stabile per il portafoglio, offrendo rendimenti attraenti corretti per il rischio nonostante gli spread relativamente ridotti.