Ecaterina Bigos, Cio Asia ex-Japan AXA IM Core, BNPP AM

La divergenza tra i mercati asiatici nel settore tecnologico evidenzia un cambiamento dinamico nel panorama regionale, alimentato dalla diffusione globale dell’intelligenza artificiale (IA). In particolare, gli hub dell’hardware dell’Asia emergente, come Taiwan e la Corea del Sud, stanno vivendo un periodo di grande prosperità grazie all’aumento della domanda di semiconduttori di fascia alta, alimentato in gran parte dagli investimenti statunitensi nel settore dell’IA.
Nel frattempo, la Cina sta attivamente lavorando per stabilire la propria leadership tecnologica. Sebbene le recenti riforme politiche e le innovazioni nazionali nel campo dell’IA, come DeepSeek, abbiano stimolato gli investimenti, il settore rimane ancora indietro rispetto ai propri omologhi regionali nel campo dell’hardware, a causa delle continue difficoltà causate dalle restrizioni alle esportazioni statunitensi.
Secondo alcune stime, il tasso di autosufficienza delle unità di elaborazione grafica per l’IA cinese passerà dal 41% nel 2025 al 76% nel 2030*. Pertanto, la Cina sta puntando a migliorare la capacità dei modelli di IA senza ricorrere a un aumento significativo delle dimensioni e/o all’addestramento con set di dati più grandi.
Probabilmente, per il momento, il vantaggio competitivo della Cina nel campo dell’IA risiede nell’energia, nelle infrastrutture e nell’IA fisica. Non si tratta né di una coincidenza né di un caso: riflette il perseguimento strategico dell’autosufficienza della Cina. E per gli investitori, la peculiare realtà cinese nel campo dell’IA (che non è un semplice derivato del tema statunitense in materia) offre potenziali opportunità di diversificazione.

