I tassi reali sono aumentati, un fattore negativo per oro e argento, spingendo i trader speculativi a vendere. Ned Naylor-Leyland, gestore del Jupiter Gold & Silver Fund

Quando il mercato si aspetta che le banche centrali cambino direzione e aumentino significativamente i tassi, questo tende generalmente a penalizzare oro e argento. Riteniamo tuttavia che i trader speculativi abbiano reagito in modo eccessivo.

Restare positivi

Il conflitto in Medio Oriente ha portato molti investitori a evitare cambiamenti rilevanti nei portafogli. Riconosciamo l’elevata incertezza presente sui mercati finanziari, ma, nonostante ciò restiamo positivi sulle prospettive di oro e argento. Questo mercato è stato trainato, da un lato, dai trader speculativi e dagli hedge fund globali e, dall’altro, dagli investitori retail che hanno aumentato l’esposizione ai metalli monetari sulla scia del rialzo registrato nell’ultimo anno. Anche le banche centrali hanno incrementato le proprie riserve auree negli ultimi anni. Ciò che invece non ha sostenuto il mercato sono stati gli asset allocator e gli investitori long-only. Ci riferiamo ai fondi d’investimento globali, ai fondi pensione e previdenziali, che a nostro avviso risultano sottopesati su oro e argento. Ci aspettiamo che questa situazione cambi nel tempo.

La Turchia vende?

Recentemente la stampa ha riportato alcune notizie riguardo possibili vendite di oro da parte della banca centrale turca a sostegno della lira e al potenziale impatto di tali operazioni sul mercato. A nostro avviso, ciò riflette soprattutto la situazione dell’economia turca e quell’oro sarebbe stato venduto alla banca centrale di un altro Paese tramite la Bank for International Settlements (BIS), senza incidere sui prezzi di mercato. La BIS è un’istituzione finanziaria globale controllata dalle banche centrali aderenti. Questo episodio evidenzia il ruolo dell’oro come principale asset di riserva delle banche centrali, che utilizzano il metallo giallo per proteggersi dall’inflazione e dal rischio di mercato. Secondo il World Gold Council, queste istituzioni hanno incrementato le proprie riserve negli ultimi anni.

Oro e argento hanno storicamente svolto la funzione di riserva di valore durante fasi di volatilità dei mercati, instabilità geopolitica e incertezza economica, grazie alle loro caratteristiche di diversificazione e liquidità. Restiamo pazienti e positivi sulle prospettive, poiché riteniamo che oro, argento così come i titoli azionari minerari legati a questi metalli abbiano un ruolo da svolgere all’interno di portafogli d’investimento ben diversificati.

A nostro avviso, i fondamentali a sostegno di oro e argento non sono cambiati.

Riteniamo che potremmo trovarci nelle fasi finali di un lungo ciclo di egemonia statunitense, inclusa la centralità del dollaro e dei Treasury USA come principali asset privi di rischio del sistema finanziario globale. Crescono le preoccupazioni riguardo il bilancio del governo statunitense, l’aumento del deficit e dei costi di finanziamento. E non si tratta solo di un problema degli Stati Uniti: anche Francia, Italia, Regno Unito e Giappone presentano livelli di debito significativi. Questo è uno dei motivi per cui le principali valute fiat – dollaro, euro, sterlina e yen – hanno perso valore rispetto all’oro negli ultimi 25 anni. Indipendentemente da come si concluderà il conflitto in Medio Oriente, riteniamo che queste problematiche strutturali di lungo periodo resteranno rilevanti.

Due scenari

Se la guerra dovesse terminare presto, il mercato potrebbe tornare a scontare una ripresa del ciclo di taglio dei tassi da parte della Fed e un’inflazione sotto controllo. A nostro avviso, questo scenario sarebbe positivo per i metalli monetari.

Uno scenario più complesso per gli investitori sarebbe invece quello di un conflitto prolungato, con conseguenti interruzioni delle catene di approvvigionamento, persistenti rialzi dei prezzi di petrolio e gas e un contesto di stagflazione simile a quello degli anni ’70. Riteniamo che, questo scenario sarebbe negativo per gli asset rischiosi e per il tradizionale portafoglio 60/40 (60% azioni, 40% obbligazioni). Potrebbe inoltre spingere gli asset allocator long-only a guardare con maggiore interesse a oro e argento. Questa enorme componente del mercato potrebbe iniziare lentamente a cambiare rotta, prestando attenzione a oro e argento e contribuendo a riportare slancio sul mercato.

È importante riconoscere che i risultati d’investimento di oro, argento e titoli minerari legati a oro e argento potrebbero differire significativamente dalle aspettative. L’andamento dei prezzi dipende dalla domanda e dall’offerta fisica, oltre che dai flussi di capitale, dalla fiducia dei mercati e dagli sviluppi macroeconomici, tutti fattori che possono cambiare rapidamente.