Per gli investitori, i prodotti cartolarizzati sono diventati strumenti importanti per la costruzione del portafoglio. Edwin Wilches, co-head of securitised products di PGIM

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I pool di garanzie diversificati supportano rendimenti interessanti in rapporto al rischio con una minore migrazione storica del credito, consentendo agli investitori di aumentare il reddito rafforzando al contempo la qualità complessiva del portafoglio. Queste caratteristiche posizionano le attività cartolarizzate come complementi mirati alla liquidità e al credito investment grade, o come alternative diversificate a esposizioni high yield selettive. I portafogli multisettoriali, in particolare, continuano a trarre vantaggio dalle persistenti opportunità di valore relativo nei mercati cartolarizzati, come i collateralised loan obligations (CLO) e le tranche di immobili commerciali.

Esposizione alla disruption dell’AI

La volatilità legata all’AI nel settore tecnologico sta accelerando la dispersione nel mercato dei leveraged loan sia negli Stati Uniti che in Europa, creando opportunità sempre più selettive per gli investitori in CLO. Mentre l’esposizione al software è spesso utilizzata come proxy nell’analisi dei CLO, la disruption guidata dall’AI si sta diffondendo oltre il software in settori adiacenti come i servizi alle imprese e la sanità. Stimiamo che circa l’11% dei portafogli CLO statunitensi e il 7% di quelli europei abbiano un’esposizione a breve termine alla disruption legata all’IA, con una significativa dispersione tra i gestori.

Punto di svolta per i CLO

L’esposizione al software nei CLO europei è significativamente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, il più ampio sell-off tra gli emittenti legati al software ha comunque pesato sulle tranche mezzanine europee in misura altrettanto significativa. Mentre alcuni gestori detengono posizioni nel settore software più concentrate rispetto al mercato europeo in generale (in media circa il 7%), i prestiti software in Europa beneficiano generalmente di profili di scadenza più lunghi, fornendo un margine di manovra aggiuntivo prima che emergano pressioni di rifinanziamento.

Detto questo, i portafogli CLO europei tendono ad essere più concentrati rispetto alle controparti statunitensi. Di conseguenza, nonostante l’esposizione complessiva al software sia inferiore, il rischio specifico dell’emittente è più elevato, in particolare negli scenari ribassisti in cui tassi di recupero più deboli possono avere un impatto sproporzionato, rafforzando l’importanza di un’analisi a livello di emittente.