House View di Aberdeen Investments

Geopolitica: i rischi restano centrali
Sul fronte geopolitico, il quadro resta fragile: lo scenario base prevede un accordo tra Stati Uniti e Iran e una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, ma rimane concreta la possibilità di nuove tensioni o di interruzioni più durature dei mercati energetici. Questo conferma una visione di lungo periodo caratterizzata da inflazione più alta e volatile e da una crescente correlazione positiva tra azioni e obbligazioni.
Aberdeen Investments ribadisce inoltre che fare market timing nel breve periodo è estremamente difficile: i portafogli dovrebbero quindi restare esposti ai trend strutturali di lungo termine e assorbire gli shock tramite la diversificazione, più che attraverso tagli reattivi del rischio. In quest’ottica, il dollaro USA continua a svolgere un ruolo centrale di copertura.
Economia: crescita ancora in atto, ma leggermente inferiore – e con inflazione più alta
Sul piano macroeconomico, Aberdeen Investments stima che uno scenario con petrolio attorno ai 100 dollari al barile per circa un mese comporterebbe una crescita globale leggermente più debole e un’inflazione più elevata rispetto allo scenario alternativo. Tuttavia, con un PIL globale previsto al 3,2% e un’inflazione al 4,0% nel 2026, il contesto resterebbe lontano da una vera stagflazione o recessione. A sostenere la crescita dovrebbero continuare a contribuire l’allentamento fiscale, gli investimenti legati all’IA e il progressivo venir meno delle incertezze sui dazi. Rimane inoltre possibile un ulteriore allentamento monetario in economie come Stati Uniti e Regno Unito entro fine anno.
I principali rischi restano legati a scenari estremi, come una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz e un forte rialzo del petrolio, ipotizzato anche fino a 180 dollari al barile. In quel caso aumenterebbero i rischi di recessione, forte inflazione e rialzi significativi dei tassi.
Rischio corporate: positivo, ma da ridurre dopo il rimbalzo
Sui mercati azionari, Aberdeen Investments mantiene una view positiva ma più prudente dopo il rally recente. Nei mercati sviluppati, gli utili restano sostenuti dagli investimenti in IA, dall’allentamento fiscale e dalla crescita economica ancora in corso. Gli Stati Uniti appaiono relativamente più protetti dallo shock geopolitico, mentre le azioni giapponesi continuano a beneficiare delle riforme societarie e dell’esposizione ai vincitori tecnologici. Le valutazioni europee restano interessanti. È stata invece ridotta l’esposizione azionaria ai mercati emergenti dopo il forte recupero successivo alle tensioni geopolitiche, pur mantenendo una visione positiva di medio termine grazie ai trend legati all’IA e ai settori a elevata intensità di capitale. In sintesi, Aberdeen Investments sta moderando e riequilibrando il rischio azionario, senza però abbandonarlo.
Obbligazioni: rendimento da carry, diversificazione dei rischi di crescita, ma minacciate dall’inflazione più elevata
Anche sulle obbligazioni la view resta positiva, seppur con alcune cautele. I titoli governativi continuano a offrire diversificazione in caso di rallentamento della crescita, ma l’aumento della spesa pubblica, delle pressioni fiscali e della volatilità dell’inflazione dovrebbe mantenere elevate le curve dei rendimenti e i premi a termine. Le obbligazioni emergenti in valuta locale restano interessanti, soprattutto in America Latina e nei mercati di frontiera, mentre il credito continua a offrire rendimenti interessanti, pur richiedendo maggiore selettività.
Dollaro USA: il principale strumento di diversificazione contro lo shock energetico

Il dollaro USA viene confermato come uno dei principali strumenti di copertura contro shock geopolitici ed energetici, grazie alla maggiore resilienza relativa dell’economia americana. Aberdeen Investments sottolinea però che, in uno scenario di attenuazione delle tensioni geopolitiche, potrebbe tornare il tema di una graduale riallocazione lontano dagli asset statunitensi, con possibili pressioni sul dollaro.
Per questo il posizionamento positivo sulla valuta americana è visto soprattutto in ottica di protezione del portafoglio, più che come scommessa direzionale.
Mercati privati: infrastrutture > immobiliare > credito privato
Nei mercati privati, Aberdeen Investments continua a privilegiare le infrastrutture, considerate l’asset class con la convinzione più elevata grazie ai forti driver strutturali di lungo termine, tra cui difesa, energia e gap infrastrutturali globali. Rimane positiva anche sul real estate globale, sostenuto dalla domanda e dalla scarsità di offerta, mentre sul credito privato è stata adottata una posizione più neutrale per via di un sentiment più debole e di preoccupazioni sugli standard di underwriting nei segmenti più rischiosi.
Nel complesso, la House View di Aberdeen Investments resta moderatamente positiva su azioni e obbligazioni, sia nei mercati sviluppati sia negli emergenti, con una riduzione dell’esposizione azionaria EM dopo la recente sovraperformance. Duration e credito continuano a essere favoriti per rendimento da carry e diversificazione, il dollaro USA resta una copertura chiave contro shock geopolitici ed energetici, mentre le infrastrutture rappresentano il segmento preferito nei mercati privati. In un contesto di incertezza persistente, Aberdeen Investments ribadisce che la diversificazione, più del market timing, rimane il principale pilastro della resilienza dei portafogli.

