Se ricordate un passato caratterizzato da bassa volatilità e grande certezza vuol dire che la memoria vi sta giocando uno scherzo. Steven Watson, Equity Portfolio Manager di Capital Group

 

mercati, economia

Tutti i temi di investimento di cui abbiamo parlato finora hanno attraversato periodi di volatilità, snobbati dagli investitori per un motivo o per l’altro. Fa parte del gioco, specialmente se si dà priorità alle valutazioni e non ci si preoccupa di aspettare che un investimento torni in auge in un momento futuro. I problemi e l’incertezza sono terreno fertile per queste opportunità. E l’incertezza è sempre dietro l’angolo. Potremmo immaginare un passato caratterizzato da bassa volatilità e grande certezza, ma pensiamo che se è così che ricordate il passato probabilmente lo state ricordando male.

 

Potrebbe sembrare sorprendente, vista tutta la drammaticità della situazione mondiale, ma siamo cautamente ottimisti sulle prospettive per i titoli azionari globali. Tale previsione sembra riflettersi anche nelle azioni statunitensi. Nonostante i prezzi del petrolio siano aumentati bruscamente dall’inizio della guerra in Iran, l’indice S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo storico. La situazione potrebbe cambiare, ma per il momento il mercato azionario anticipa una rapida fine delle ostilità. Lo stesso messaggio emerge dai futures sul petrolio, che ora indicano che i prezzi dovrebbero scendere verso i 73 dollari al barile entro la fine dell’anno, all’incirca al livello in cui si trovavano prima che gli Stati Uniti e Israele attaccassero l’Iran il 28 febbraio.

 

Anche dopo il forte rally dei titoli non statunitensi nel 2025, i titoli del resto del mondo continuano a essere scambiati con uno sconto significativo sul rapporto prezzo/utili rispetto all’S&P 500. I mercati emergenti scambiano con uno sconto di circa il 40%. Pertanto, a nostro avviso, oggi esistono vere occasioni al di fuori degli Stati Uniti, e spesso si possono trovare tra le società leader mondiali nei loro settori. Tra queste figurano il colosso farmaceutico britannico AstraZeneca, la cinese Tencent, la più grande società di videogiochi al mondo, e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, il più grande produttore di chip per computer al mondo.

 

Il settore energetico è in ascesa

 

Siamo ottimisti anche sul settore energetico, che è stato a lungo snobbato dagli investitori. È vero, le compagnie petrolifere come Exxon, Royal Dutch Shell e TotalEnergies hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio durante il conflitto con l’Iran, ma troviamo il settore interessante anche nel lungo termine. A prescindere dalle oscillazioni a breve termine dei prezzi del petrolio, il settore è cambiato negli ultimi anni. L’attenzione è meno concentrata sulla ricerca di nuovi giacimenti da sfruttare e più incentrata su una gestione oculata del bilancio, una strategia oculata in materia di spese in conto capitale e una politica seria sui dividendi.