“I funzionari della Banca Centrale Europea continuano a segnalare che l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe richiedere una politica monetaria più restrittiva, nonostante il rinnovato ottimismo per un accordo in Medio Oriente, ha commenta Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management.

“L’orientamento più restrittivo nei commenti delle banche centrali a livello globale porta inoltre a prevedere un inasprimento delle politiche, compresa quella della BCE.
Tuttavia, sebbene si preveda un ulteriore irrigidimento da parte della BCE, si ritiene che i mercati abbiano ecceduto nel quantificare l’entità dei futuri aumenti dei tassi e che i rendimenti registreranno probabilmente un calo entro la fine dell’anno.
A tal proposito, è probabile che i responsabili della politica monetaria bilancino le preoccupazioni sull’inflazione con l’impatto frenante che l’aumento dei prezzi dell’energia esercita sulla crescita economica. Le aspettative sull’inflazione sembrano rimanere ancorate, riducendo la necessità di un inasprimento più aggressivo della politica stessa. Una soluzione diplomatica nel Medio Oriente potrebbe, nel tempo, allentare le pressioni energetiche e ridurre l’esigenza di una politica restrittiva.
Inoltre, la posizione sul reddito fisso di qualità rimane positiva e il recente aumento dei rendimenti continua a essere considerato un’opportunità per bloccare rendimenti interessanti, in particolare nelle obbligazioni a breve e media durata.
Sebbene i tassi possano rimanere volatili nel breve termine a causa della risposta delle banche centrali ai rischi di inflazione, si ritiene che i mercati stiano sovrastimando la portata del ciclo di inasprimento e sottovalutando l’impatto di una crescita più lenta del PIL. In questo contesto la selettività rimane fondamentale, ma gli attuali livelli di rendimento offrono un valore interessante per gli investitori alla ricerca di reddito e di potenziali guadagni in conto capitale”, conclude Haefele.


