È difficile sapere se i dati economici, le banche centrali, il rally dell’IA o gli eventi geopolitici saranno il fattore dominante nelle prossime settimane. BlueBay AM

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Ciò che ci è chiaro è che nelle ultime settimane si è assistito a un afflusso di denaro verso i mercati – sia incrementando le posizioni lunghe, sia chiudendo quelle corte – a livelli che potrebbero diventare vulnerabili qualora dovessero riemergere pressioni ribassiste.

 

Riteniamo inoltre che l’IPO di SpaceX sarà un evento interessante, con gli insider (che hanno già un’esposizione lunga sul titolo) sicuramente pronti a fare da claque per alimentare l’interesse verso l’operazione, e con le banche di Wall Street che probabilmente pomperanno i propri asset, avendo in gioco quasi 1 miliardo di dollari in commissioni.

 

Tuttavia, affinché questa IPO venga lanciata, è necessario il posizionamento di ben 85 miliardi di dollari di nuova liquidità. Sebbene questo titolo verrà rapidamente inserito negli indici di mercato, non è chiaro se i fondi passivi potranno partecipare inizialmente e, dato che gli investitori istituzionali avranno più probabilmente una visione scettica sulla valutazione, il successo dipenderà dalla massiccia partecipazione degli investitori retail.

 

Il tempo dirà se gli investitori finiranno “al settimo cielo”, anche se una cosa che vorremmo sottolineare è che affinché SpaceX raddoppi di prezzo, sarebbe necessaria l’aggiunta di ulteriori 1,75 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. In questo contesto, la forza di gravità può agire da freno alla velocità di crescita quando le dimensioni sono così colossali, e forse andrebbe ricordato che la capitalizzazione di mercato dell’intero indice statunitense S&P era di appena 6,9 mila miliardi di dollari in tempi non così lontani, come nel marzo 2009.