Sam Konrad e Jason Pidcock, investment manager del Jupiter Asia Pacific Income Fund (IRL)

taiwan

La tecnologia continua a essere il settore più dinamico in Asia, come nella maggior parte degli altri mercati, e riteniamo che questa tendenza abbia ancora margini per proseguire.

Jason Pidcock

I recenti risultati societari e le prospettive di business delle principali aziende tecnologiche della regione, insieme agli aggressivi piani di spesa in conto capitale delle società tecnologiche statunitensi, hanno trainato guadagni a doppia cifra nei mercati azionari di Corea e Taiwan ad aprile. La tecnologia è stata il settore con la migliore performance nella regione il mese scorso, come già accaduto nell’ultimo anno.

La tecnologia rappresenta oggi oltre il 41% dell’indice MSCI Asia ex-Japan in termini di peso, e Taiwan è diventato il mercato principale dell’indice (28%), superando la Cina (26%). Samsung Electronics è recentemente diventata la seconda società asiatica a raggiungere una capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi di dollari, dopo Taiwan Semiconductor.

IA e robotica

Riteniamo che la catena di fornitura tecnologica asiatica, comprese le aziende di Taiwan e Corea, rappresenti il modo migliore per investire nella crescita dell’intelligenza artificiale. Per queste società, tra cui Taiwan Semiconductor (produzione di chip) e SK Hynix e Samsung Electronics (chip di memoria), non è rilevante quale dei modelli linguistici di grandi dimensioni che alimentano l’IA emergerà come vincitore, né quali aziende attive nello sviluppo dell’IA agentica o dell’IA fisica (come i robot umanoidi) avranno successo. Chiunque sarà, avrà probabilmente bisogno delle capacità produttive asiatiche nei semiconduttori, nella memoria e nell’assemblaggio di server (e robot).

Queste società fornitrici trattano a valutazioni interessanti, ben inferiori rispetto ai grandi gruppi tecnologici statunitensi e, in alcuni casi, le aziende asiatiche stanno diventando ancora più convenienti in termini di rapporto prezzo/utili, poiché gli utili crescono più rapidamente rispetto ai prezzi azionari. Queste società presentano inoltre bilanci solidi e distribuiscono dividendi che, a nostro avviso, cresceranno significativamente negli anni a venire.

Domanda di chip

La domanda di semiconduttori sta superando l’offerta. Incontriamo regolarmente le più importanti aziende tecnologiche della regione, che ci confermano di prevedere un andamento del business robusto anche il prossimo anno e quello successivo. Questo ci rassicura sul fatto che il picco della domanda sia ancora lontano.

Il conflitto in Medio Oriente aggiunge un elemento di rischio alle prospettive di mercato, soprattutto per quanto riguarda le forniture energetiche e l’inflazione. Non pretendiamo di avere visibilità su come o quando terminerà il conflitto con l’Iran. Le aziende asiatiche con cui abbiamo interagito si mostrano comunque relativamente tranquille finora, affermando di disporre di adeguate forniture di energia e materie prime.

Un equilibrio tra società

Una delle nostre convinzioni fondamentali, maturata in anni di gestione attiva nella regione, è l’importanza di detenere un portafoglio azionario diversificato. Puntiamo a costruire un portafoglio “all-season”, in grado di affrontare anche periodi di volatilità dei mercati. Questo può significare detenere un equilibrio tra società esposte alla domanda statunitense e globale, in particolare nel settore tecnologico, e aziende che vendono prodotti e servizi ai consumatori domestici in India, nel Sud-Est asiatico e in Australia, dove la domanda dovrebbe rimanere resiliente anche in caso di rallentamento della crescita economica globale. Può inoltre significare investire in società energetiche, produttori di materie prime come i minerari auriferi e del rame, oltre che in società della difesa.

Riteniamo sensato investire in aziende liquide e a grande capitalizzazione, con flussi di cassa reali e management consolidati. Cerchiamo una combinazione di crescita e valore: società in grado di aumentare gli utili e quindi di offrire flussi cedolari crescenti, con valutazioni ragionevoli, bilanci solidi e una buona governance.

Il meglio di entrambi i mondi

Australia

A nostro avviso, i Paesi più interessanti per gli investitori nella regione sono Taiwan, Australia, Singapore, Corea del Sud e India. Questi cinque Paesi offrono il meglio sia dei mercati sviluppati sia di quelli emergenti.

Non investiamo in società cinesi perché non riteniamo che la Cina sia favorevole agli investitori e perché crediamo che l’economia presenti importanti criticità strutturali. Riteniamo inoltre che, nel tempo, le tensioni geopolitiche tra Cina, Stati Uniti e altre grandi democrazie mondiali siano destinate ad aumentare.

Al momento della stesura di questo documento, riteniamo che il momentum economico globale sia nel complesso positivo e finora resiliente. Restiamo cautamente ottimisti sulle prospettive dell’azionario Asia Pacifico (esclusa la Cina) nel 2026. I mercati evolvono costantemente, ma riteniamo che potremmo assistere a rendimenti più solidi nella prima metà dell’anno e a maggiori rischi nella seconda metà, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.