A colloquio con Livio Perrone, Senior Portfolio Manager di Eurizon

 

Le small cap Usa continuano a essere considerati uno dei segmenti più fertili del mercato azionario. Credete che l’attuale scenario dell’economia statunitense sia favorevole alla performance dei titoli a minore capitalizzazione?

Il mercato azionario statunitense potrebbe assistere a una continuazione del rally degli indici small cap (anche dopo il considerevole rimbalzo, assoluto e relativo, dal “liberation day” dell’anno scorso) grazie a:

a) ripresa economica ancora solida, grazie soprattutto ai massicci investimenti privati in infrastrutture AI, e nonostante l’impatto dell’aumento dell’inflazione, in particolare sui consumatori meno abbienti; va anche ricordato, però, che i periodi di inflazione in moderata crescita da livelli bassi, e comunque contenuta nell’intervallo fra il 3% ed il 4,5%, sono stati sempre i più favorevoli al segmento “small cap”;

b) crescita degli utili prevista per quest’anno e il prossimo, in accelerazione (assoluta e relativa), anche grazie alla riduzione, appena partita, del gap strutturale dei margini di profitto nei confronti del segmento “big cap” (vedi leva operativa più elevata) e della loro connotazione più domestica;

c) valutazioni (assolute e, soprattutto, relative) ancora attraenti (anche se meno di un anno fa), soprattutto in un contesto (vedi credit spreads e volatilità) ancora favorevole alle attività di rischio.

Il dibattito sulle prossime mosse della Fed in scia all’arrivo del nuovo governatore Kevin Warsh è aperto. Qual è , a vostro parere, lo scenario di politica monetaria più favorevole al segmento small caps?

Le società di minori dimensioni, in quanto mediamente più indebitate, soprattutto attraverso il finanziamento bancario a tasso variabile, sono tipicamente più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse governati dalla banca centrale e dei rendimenti del mercato obbligazionario; il risveglio dell’inflazione, in conseguenza dell’aumento dei prezzi dell’energia scaturito dal conflitto in Medio Oriente, ha temporaneamente messo in posizione di attesa i policy makers della Fed, orientati invece, all’inizio dell’anno, ad almeno due tagli dei tassi sui “fed funds”; anzi, il mercato monetario sta addirittura scontando, attualmente, un rialzo come prossima mossa (previsto per settembre).

Ovviamente una riduzione del livello dei tassi favorirebbe più che proporzionalmente il mondo “small cap”, anche se quello attuale (o forse anche qualche limitato aumento, se ratificasse la forza della congiuntura e non il tentativo di spegnere l’inflazione mandando in recessione la domanda) può ancora essere coerente con una continuazione del rally relativo partito il giorno 11 aprile 2025.